Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Opposizione tardiva inammissibile se la notifica è avvenuta all’indirizzo indicato in contratto

Benché contrattualmente obbligato a comunicare per iscritto eventuali variazioni, l’opponente non ha mai comunicato alla banca la modifica dell’indirizzo dichiarato nel contratto di mutuo, a conferma del mantenimento con tale luogo di un collegamento che non rendeva necessaria alcuna comunicazione”.

Questa la ragione per la quale il Tribunale di Como, chiamato a statuire nell’ambito di un giudizio di opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c., promosso da un consumatore nei confronti di un Istituto di Credito Cliente dello Studio, ne ha dichiarato l’inammissibilità.

In particolare, spiega il Giudice, “ai fini della legittimità dell’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, prevista dall’art. 650 c.p.c., non è sufficiente l’accertamento dell’irregolarità della notificazione del provvedimento monitorio, ma occorre, altresì, la prova – il cui onere incombe sull’opponente – che a causa di quella irregolarità egli, nella qualità di ingiunto, non abbia avuto tempestiva conoscenza del suddetto decreto e non sia in grado di proporre una tempestiva opposizione; sicché, la mera circostanza della nullità della notifica non è sufficiente a fondare l’ammissibilità dell’opposizione tardiva ove non si alleghino tempestivamente e non si provino circostanze specifiche che abbiano reso impossibile mantenere contatti con il luogo in cui è avvenuta la notifica e con i congiunti ivi rimasti e di prendere cognizione dell’atto per reagirvi adeguatamente (Cass. 6518/16, 11550/13)”.

Pertanto, rileva il Tribunale di Como, facendo anche espresso richiamo ad una giurisprudenza di legittimità più risalente, non è sufficiente “che l’opponente provi l’irregolarità/nullità della notificazione del decreto ovvero l’incidenza del caso fortuito o della forza maggiore, essendo posta a suo carico la prova della mancata tempestiva conoscenza dell’ingiunzione emessa nei suoi confronti in dipendenza di uno dei predetti eventi ostativi. In sostanza occorre la prova che, proprio per la nullità della notifica, l’ingiunto non abbia avuto tempestiva conoscenza del decreto (Cass. 12215/95, 5726/02)”.

Ciò che conta davvero, infatti, è che “l’opponente non ha mai comunicato alla banca la modifica dell’indirizzo dichiarato nel contratto di mutuo.

Ragion per cui, nel caso in cui la notifica del decreto ingiuntivo si sia perfezionata per compiuta giacenza, a nulla può valere sostenere che questa è stata eseguita in un luogo diverso dall’attuale indirizzo di residenza del consumatore.

Trib. Como, 26 ottobre 2016, n. 1415

Alessandra Palermoa.palermo@lascalaw.com

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