Diritto Processuale Civile

Opposizione all’ordinanza di assegnazione del credito

Cass., 9 marzo 2011, Sez. III, n. 5529

L’interessante pronuncia in commento ha permesso al Supremo Collegio di precisare la tipologia dell’impugnazione dell’ordinanza di assegnazione quando quest’ultima non sia affetta da vizi meramente genetici ovvero quando si debbano impugnare i precedenti singoli atti esecutivi.

In primo luogo, pare preliminarmente opportuno ripercorrere le vicende del caso concreto.

Il creditore di una somma di denaro nei confronti di un agente di commercio procedeva al pignoramento dei crediti maturati da quest’ultimo nei confronti della società preponente.

Nel giudizio instaurato ex art. 548 c.p.c. (naturalmente nella “vecchia” formulazione), la società preponente medesima si costituiva nel giudizio invocando la compensazione del suo debito con il credito vantato nei confronti del debitore pignorato appropriatosi di denaro proveniente dai clienti e, pertanto, ad essa dovuto.

Accertati – all’esito del primo grado e poi confermati in appello – i due crediti contrapposti, il procedimento esecutivo veniva riassunto e definito con ordinanza di assegnazione al creditore procedente del saldo risultante dalla compensazione dedotta nel summenzionato giudizio.

Sin qui, in sintesi, i fatti.

Avverso tale ordinanza di assegnazione il creditore procedente spiegava opposizione agli atti esecutivi chiedendo l’assegnazione dell’intera somma accertata, in applicazione del dettato di cui all’art. 2917 c.c.

Tale opposizione veniva accolta nel senso sopra dedotto.

La società preponente ricorreva per Cassazione deducendo la nullità della sentenza e del procedimento, assumendo che – nella fattispecie – il provvedimento di assegnazione del Giudice dell’esecuzione aveva natura sostanziale di sentenza, perché emesso a soluzione di un contrasto insorto fra le parti circa l’operatività dell’istituto della compensazione, che atteneva naturalmente all’entità della somma da assegnare.

L’ordinanza, secondo la prospettazione della ricorrente, avrebbe dovuto essere impugnata con appello e non con l’opposizione agli atti esecutivi, rimedio proponibile solo nei casi in cui si facciano valere vizi formali o sostanziali degli atti esecutivi.

Gli Ermellini, discostandosi palesemente dall’interpretazione giuridica posta dal ricorrente a base delle proprie deduzioni e dando continuità al proprio pregresso indirizzo (cfr. Cass. Civ., 10.6.2005, n. 12327), hanno ritenuto che l’ordinanza di assegnazione di un credito, costituendo l’atto conclusivo del procedimento di espropriazione presso terzi, ha natura di atto esecutivo.

Il pignoramento presso terzi, secondo quanto confermato dalla Suprema Corte, “costituisce [infatti] una fattispecie complessa che si perfeziona non con la sola notificazione dell’atto di intimazione di cui all’art. 543 c.p.c. ma con la dichiarazione positiva del terzo ovvero con l’eventuale accertamento giudiziale del credito medesimo”.

Del che, il credito pignorato può essere individuato e determinato anche in data di molto successiva alla notificazione dell’atto, senza che lo si possa considerare sorto dopo il pignoramento, poiché l’indisponibilità delle somme dovute dal terzo al debitore e l’inefficacia dei fatti estintivi si producono fin dalla data della notificazione ai sensi del noto art. 543 c.p.c..

Ciò posto, il Supremo Collegio, confermando il succitato orientamento, ha ritenuto che “l’ordinanza di assegnazione di un credito, costituendo l’atto conclusivo del procedimento di esecuzione forzata per espropriazione di crediti, ha natura di atto esecutivo. Pertanto, essa va impugnata con il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi tutte le volte in cui si facciano valere vizi, ancorché sostanziali, attinenti all’ordinanza di assegnazione oppure ai singoli atti esecutivi che l’hanno preceduta, mentre va impugnata con l’appello qualora il contenuto di tale ordinanza, esulando da quello ad essa proprio, decida questioni che integrano l’oggetto tipico di un procedimento di cognizione.”.

(Giangiacomo Ciceri – g.ciceri@lascalaw.com)

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