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Opposizione all’esecuzione: infondata l’eccezione in merito all’indeterminatezza delle somme precettate

Nell’ambito di un’opposizione all’esecuzione promossa da un debitore nei confronti dell’Istituto di credito, il Tribunale di Palmi con provvedimento del 30/09/2016 si è trovato concorde con le difese esposte dallo Studio La Scala su plurime questioni .

La prima trova riscontro all’eccezione formulata da parte opponente circa l’indeterminatezza del credito azionato con l’atto di precetto. Il GE ha dichiarato infondata l’eccezione, evidenziando come nell’atto di precetto era indicato il solo importo relativo alle rate scadute ed insolute ed ha  riportato la giurisprudenza richiamata nella memoria difensiva nella quale si precisa che “l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo – contenuto nel precetto a norma dell’art. 480, co. 1, c.p.c. – non richiede, quale requisito formale a pena di nullità, oltre alla indicazione della somma domandata in base al titolo esecutivo, anche quella del procedimento logico-giuridico e del calcolo matematico seguiti per determinarla” (Cass.19/12/2013 n.4008).

Inoltre con riguardo alle doglianze di controparte in merito alla mancanza dei presupposti  per procedere ad esecuzione forzata per pendenza di trattative, il Giudice ha chiarito come, non avendo avuto buon esito la trattativa sino al pignoramento, al creditore non può precludersi la tutela delle proprie ragioni creditorie attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico.

Ulteriore questione lamentata da controparte attiene alla mancanza di trasparenza in cui sarebbe incorso l’Istituto per mancata comunicazione al cliente della cessione del credito operata tra l’Istituto bancario ed il servicer. Anche tale richiesta è stata dichiarata inammissibile atteso che la notizia dell’avvenuta cessione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, adempimento che esclude che l’efficacia della cessione sia subordinata all’accettazione da parte del debitore ceduto o alla notifica a quest’ultimo dell’avvenuta cessione come previsto dall’art. 1264 c.c.

Per tutte le summenzionate ragioni il giudice ha ritenuto l’opposizione palesemente infondata, condannando parte avversaria alla rifusione delle spese processuali.

Trib. Palmi, 30 settembre 2016

Roberta Pisanor.pisano@lascalaw.com

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