Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Opposizione all’esecuzione e individuazione del termine lungo di impugnazione

Ai fini dell’individuazione del termine lungo di impugnazione di una sentenza che definisce un giudizio ex art. 615 comma 2 c.p.c., assume rilevanza il momento in cui viene proposto il ricorso introduttivo della fase sommaria avanti al G.E..

I giudici di Piazza Cavour – considerato il carattere bifasico del giudizio di opposizione all’esecuzione –  hanno “sposato” il principio di diritto affermato nella pronuncia n. 9246 del 2015, secondo cui “l’opposizione agli atti esecutivi, pur essendo distinta, dopo le modifiche introdotte dalla Legge 24 febbraio 2006, n. 52, in due fasi, la prima sommaria e la seconda a cognizione piena, costituisce un unico procedimento, sicché ai fini dell’applicazione del termine di impugnazione di sei mesi, previsto dall’art. 327 c.p.c., nella nuova formulazione, ed applicabile ai giudizi instaurati dopo l’entrata in vigore della Legge 18 giugno 2009, n. 69, rileva il momento in cui è stata introdotta la fase sommaria, con il deposito del ricorso dinnanzi al giudice dell’esecuzione”.

Nel caso sottoposto al vaglio del Supremo Collegio, la Corte d’Appello aveva dichiarato inammissibile per tardività l’impugnazione proposta dai ricorrenti.

Invero, i giudici di secondo grado, pur riconoscendo il carattere bifasico del giudizio ex art. 615 comma 2 c.p.c., avevano omesso di considerarlo nella sua unicità: ne facevano conseguire – ai fini dell’impugnazione – l’operatività del termine lungo di sei mesi, in quanto individuavano quale momento di instaurazione del giudizio quello di introduzione della fase a cognizione piena (avvenuta successivamente all’entrata in vigore della Legge di riforma del 2009).

Gli appellanti presentavano ricorso in Cassazione, sostenendo che ai fini dell’individuazione del termine di impugnazione ex art. 327 comma 1 c.p.c. rileverebbe il momento in cui è stata introdotta la fase sommaria (e non la fase a cognizione piena).

Il Supremo Collegio accoglieva il ricorso e cassava con rinvio la sentenza della Corte d’Appello, affermando che l’opposizione all’esecuzione, seppur distinta in due fasi, va considerata nella sua unicità: ai fini dell’applicazione del termine lungo di impugnazione, rileva il momento in cui viene proposto il ricorso introduttivo della fase sommaria.

Cass., Sez. III, 12 aprile 2017, n.9352 (leggi la sentenza)

Gianfranco Licari – g.licari@lascalaw.com

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