A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Opposizione all’esecuzione: inammissibile se non riferita al titolo azionato

L’opposizione ex art. 615 c.p.c., nelle sue linee generali, si atteggia come contestazione del diritto del creditore a procedere in executivis, facendo valere l’inesistenza o la modificazione del diritto riconosciuto nel titolo esecutivo, ovvero un’inammissibilità giuridica della pretesa coattiva, precludendo la possibilità al ricorrente di ampliare la materia del contendere ad un diritto del tutto differente da quello fatto valere dall’opposto”.

Questo è quanto deciso dal Tribunale di Pavia, nell’ordinanza in commento.

La questione giuridica trae origine dall’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., secondo comma, proposta dagli esecutati e volta a contestare la validità di un contratto di mutuo fondiario, titolo in forza del quale è stata incardinata l’esecuzione, nonché la validità di un rapporto di conto corrente non azionato nella procedura esecutiva.

Investito della questione, il Giudice adito osservava preliminarmente che in sede di opposizione all’esecuzione il petitum, consiste nella richiesta di un provvedimento giurisdizionale che dichiari l’inesistenza del diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata e la causa petendi nella situazione giuridica sostanziale dedotta dalla parte istante a fondamento della presunta inesistenza del diritto del creditore.

Pertanto, il fondamento dell’opposizione all’esecuzione è la contestazione del diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata, facendo valere o l’inammissibilità giuridica della pretesa creditoria oppure l’inesistenza o modificazione del diritto del creditore racchiuso nel titolo esecutivo. In entrambi i casi, tuttavia, le eccezioni sollevate dall’opponente non potranno che riguardare il titolo in forza del quale in creditore ha proceduto ad esecuzione forzata.

Nella fattispecie in esame, invece, come rilevato dal Giudicante, l’opposto ampliava arbitrariamente la materia del contendere sollevando eccezioni anche in ordine ad un titolo, oggettivamente diverso da quello fatto valere in sede esecutiva e ad esso in alcun modo collegato se non per connessione soggettiva.

Di conseguenza, secondo quanto stabilito dall’ordinanza in commento, le contestazioni sollevate dall’opposto e relative al rapporto di conto corrente potranno costituire oggetto di autonomo giudizio da instaurarsi avverso il creditore, ma non potranno essere esaminate nella fase cautelare del giudizio di opposizione, nella quale potranno essere valutate sommariamente le sole eccezioni relative al titolo esecutivo azionato, costituito dal contratto di mutuo fondiario.

Pertanto, il Tribunale adito, ritenendo inammissibili le contestazioni formulate avverso il rapporto di conto corrente e infondate le contestazioni formulate avverso il contratto di mutuo fondiario respingeva l’opposizione e condannava l’opponente al pagamento delle spese di lite.

Roberto Bonofiglio – r.bonofiglio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

In base ad una recente sentenza della Cassazione, che ha accolto la domanda dell’attrice, i giudic...

Diritto Processuale Civile

La rivincita del promissario acquirente

Lo spunto di riflessione trae origine da un giudizio volto ad ottenere la cancellazione di un’ipot...

Diritto Processuale Civile

Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Il rispetto del diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo impone al giudice di evi...

Diritto Processuale Civile

X