Diritto dell'Esecuzione Forzata

Opposizione all’esecuzione: cumulo di domande e sospensione feriale dei termini

Cass., Sezione VI, 3 Civile, 9 marzo 2015, n. 4653 (leggi la sentenza)

Il Tribunale di Ragusa, chiamato a decidere in merito a due giudizi di opposizione a precetto, riuniti perché proposti dalla medesima persona, ha dichiarato la nullità della sentenza del giudice di pace.

Avverso detta decisione, è stato proposto ricorso  per  Cassazione denunciando la violazione dell’art 1, l. 742/1969, in materia di sospensione dei termini processuali, come da costante interpretazione della Suprema Corte di Cassazione.

Il motivo del ricorso appare fondato.

Nell’opposizione al precetto, ex art 615 c.p.c. , il presupposto per l’applicazione della sospensione dei termini nel periodo feriale è il cumulo, nell’ambito del medesimo giudizio, di altra ed autonoma controversia, che sia legata alla prima per ragioni di connessione soggettiva e oggettiva. Tra le tante pronunce della Suprema Corte, in tal senso, ricordiamo la sentenza n. 8113 del 03/04/2013.

Si osserva che però, in tema di opposizione all’esecuzione, come nel caso in esame, la domanda non è sottoposta al regime della sospensione dei termini nel periodo feriale, così come la domanda di risarcimento del danno.

La mancata sospensione dei termini per la domanda di risarcimento del danno ex art 2043 c.c. risiede nella sua natura accessoria e consequenziale rispetto alla domanda principale di opposizione all’esecuzione, che per sua natura è esclusa dalla sospensione feriale dei termini. Si da, così, seguito al consolidato  principio del “accessorium sequitur  principale” come statuito dalla corte di Cassazione nella pronuncia n. 20745 del 28.09.2009.

A  tal fine, si deve considerare irrilevante, che unitamente all’opposizione, nel caso in esame, sia stata proposta una domanda di risarcimento dei danni da responsabilità processuale aggravata ex art 96 c.p.c., ovvero, una domanda di distrazione delle spese in favore del difensore.

La ricorrente, indipendentemente dalla ricostruzione operata dal giudice di merito circa la natura delle domande proposte unitamente all’opposizione, ha contestato che trattandosi di domanda proposta ex art 96 c.p.c. in nessun caso la sospensione del termine avrebbe potuto operare per il difetto di autonomia delle domande così proposte.

Per le ragioni sopra esposte la Suprema Corte ha accolto il ricorso ed ha cassato la sentenza impugnata rimettendo, anche per le spese, la causa davanti al Tribunale di Ragusa in persona di diverso magistrato.

20 marzo 2015

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

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