Opposizione a precetto: scegli bene le tue carte!

In una recente sentenza ottenuta dallo Studio, il Tribunale di Nola si è pronunciato in merito ad alcune eccezioni di nullità dell’atto di precetto che di frequente vengono sollevate dai soggetti precettati.

Difatti, nel caso in esame, i ricorrenti avevano instaurato un giudizio di opposizione a precetto, eccependo che, da una parte, l’atto fosse mancante della pagina contenente la specifica del credito azionato in via esecutiva e la conseguente impossibilità di esecuzione spontanea nel termine di legge; dall’altra, che nel precetto non vi fosse l’individuazione del titolo esecutivo e del termine entro il quale adempiere.

Il Tribunale campano partendo dall’analisi di quest’ultima eccezione, ha sottolineato come la disciplina speciale prevista dall’art. 41 T.U.B. escluda sia l’obbligo della trascrizione integrale del contratto di mutuo fondiario nel corpo del precetto, prevista per i titoli di credito, sia quello della sua preventiva notificazione ai sensi dell’art 479 c.p.c.

Chiarito questo aspetto, il citato Tribunale ha stabilito – in linea con l’unanime giurisprudenza di legittimità – che l’eccepita mancanza del termine entro cui adempiere non determina la nullità dell’atto di precetto, considerato che l’indicazione di questo termine “non costituisce elemento essenziale dell’atto di precetto”.

Con riferimento, invece, alla contestazione che l’atto si presentasse sfornito della pagina relativa ai conteggi del credito, il Giudice adito ha sottolineato come debba essere onere dell’opponente fornire la prova che la copia notificata fosse priva della pagina incriminata e, dunque, non conforme all’originale, “dovendosi presumere che la copia notifica sia conforme all’originale”.

Ulteriore aspetto da considerare secondo il giudicante è che la notifica dell’atto di precetto era stata effettuata ai sensi della legge 53/1994 e secondo l’art. 6 della Legge citata, “l’avvocato o il procuratore legale, che compila la relazione o le attestazioni di cui agli articoli 3, 3-bis e 9 o le annotazioni di cui all’articolo 5, è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto”.

Di conseguenza, “attesa la fede privilegiata riconosciuta alle dichiarazioni del notificante”, la prova contraria doveva essere fornita dai ricorrenti con la querela di falso. In mancanza, l’eccezione deve essere rigettata.

Infine, per quanta riguarda l’eccezione di nullità dell’atto “per indeterminatezza del quantum debeatur”, il Giudice adito ha stabilito come sia principio consolidato, nella giurisprudenza di legittimità, che ai fini della validità dell’atto di precetto è sufficiente che questo contenga l’indicazione dell’obbligazione di pagare la somma di denaro complessivamente risultante dal titolo esecutivo, nonché le ulteriori indicazioni del comma 2 c.p.c., non essendo al contrario necessaria l’indicazione del procedimento logico-giuridico e del calcolo matematico seguiti per determinarla.

Nella fattispecie in esame, l’atto di precetto conteneva la chiara indicazione di quanto dovuto dai debitori a titolo di rate scadute e di capitale residuo, con la conseguenza che anche questa eccezione non poteva che essere rigettata dal Tribunale in questione.

Tommaso Molteni –  t.molteni@lascalaw.com

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