Diritto Processuale Civile

Opposizione a decreto ingiuntivo: sulla chiamata del terzo, da parte dell’opposto

Cass., 7 giugno 2013, sez. II, n. 14444 (leggi la sentenza per esteso)

La sentenza oggetto di commento si inserisce in quell’orientamento giurisprudenziale, oramai consolidato, in virtù del quale, nell’ambito del procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, la chiamata in causa di un terzo, estraneo al giudizio monitorio, da parte del convenuto opposto – attore sostanziale – deve avvenire ai sensi del terzo comma dell’art. 269 c.p.c. e non del secondo comma del citato articolo.

La premessa interpretativa che sostiene detto principio, muove dal presupposto che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, anche tardiva, la circostanza che l’iniziativa della fase contenziosa sia a carico dell’ingiunto e che il creditore opposto si costituisca con comparsa di risposta non importa un’inversione della posizione delle parti.

Come è noto infatti, per effetto dell’opposizione a decreto ingiuntivo si apre un ordinario giudizio di cognizione, nel quale ciascuna delle parti viene ad assumere la propria effettiva posizione processuale.

L’opposto, formalmente convenuto, continua ad essere il soggetto che agisce in giudizio per la tutela del diritto da lui vantato; l’opponente, formalmente attore, essendo il soggetto che resiste alla pretesa della controparte, assume la posizione di convenuto.

Orbene, detta posizione sostanziale esplica i suoi effetti non solo nell’ambito dell’onere della prova, ma anche in ordine ai poteri ed alle preclusioni di ordine processuale rispettivamente previsti per ciascuna delle due parti (cfr. Cass. n. 4800/2007; Cass. n. 8718/2000).

Ne consegue che, proprio nell’ottica dell’inversione sostanziale delle parti, in ossequio a quanto dispone l’art. 269, comma III, c.p.c, l’opposto (attore sostanziale) potrà chiamare un terzo soltanto quando il suo interesse sia sorto a seguito delle difese svolte dall’opponente (convenuto sostanziale) nell’atto di citazione e dovrà obbligatoriamente chiedere, a pena di decadenza, l’autorizzazione al Giudice entro la prima udienza di trattazione.

(Gabriella Cantafora – g.cantafora@lascalaw.com)

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