Diritto Processuale Civile

Opposizione a decreto ingiuntivo: la valutazione della soccombenza

Cass., 12 maggio 2015

Con Sentenza 12 maggio 2015, la Corte di Cassazione è intervenuta in punto di limiti e criteri per valutare la soccombenza ai fini della liquidazione delle spese di lite.

In particolare, il caso portato all’attenzione della Suprema Corte rappresenta la coda di una vicenda giudiziale iniziata nel 1993 con il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo, avente ad oggetto il pagamento di prestazioni specialistiche fornite al Servizio Sanitario Nazionale.

La Corte, sulla scorta del  motivo – ritenuto fondato – formulato da parte ricorrente, ha osservato come: “l’appellante, che si è vista riconoscere come dovuta una parte – sia pure modesta – delle somme reclame, non può considerarsi, in base ad una considerazione complessiva dell’esito della lite, come soccombente”.

Neanche la particolare morfologia del giudizio occorso tra le parti inficia il predetto assunto, nella misura in cui: “la conclusione non può mutare in caso di giudizio iniziato mediante decreto ingiuntivo attesa la sua nota struttura di giudizio ordinario di cognizione a contraddittorio eventuale e differito sulla pretesa azionata ab origine con il ricorso per decreto”.

Ne deriva il seguente principio di diritto: “poiché la valutazione della soccombenza, ai fini della condanna alle spese va rapportata all’esito finale della lite anche in caso di giudizio seguito ad opposizione a decreto ingiuntivo, il creditore opposto che veda conclusivamente riconosciuto, sia pure in – quand’anche minima – parte rispetto a quanto richiesto ed ottenuto col monitorio, il proprio credito, se legittimamente subisce la revoca integrale del decreto ingiuntivo e la condanna alla restituzione di quanto, eccedente rispetto al dovuto, percepito in dipendenza della provvisoria esecutività di questo, non può tuttavia qualificarsi soccombente ed essere condannato alle spese del grado di appello, ove la pronunzia che questo conclude, sebbene impropriamente rigettando il gravame avverso l’integrale accoglimento dell’opposizione, comunque escluda dalla restituzione le somme qualificate appunto come effettivamente dovute”.

30 luglio 2015

Pamela Balducci – p.balducci@lascalaw.com

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