Mediazione bancaria

Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione obbligatoria: per il Tribunale di Firenze l’onere incombe sull’opposto

Trib. Firenze, 15 gennaio 2016

La pronunzia in commento si inserisce nel noto dibattito – che sembrava essersi sopito a seguito della (evidentemente apparente) risolutiva sentenza Cass. Civ. n. 24629/2015 – dipartito dal quesito, su quale parte processuale gravasse l’onere della mediazione obbligatoria in caso di opposizione a decreto ingiuntivo.

A tale ultimo riguardo, facciamo un passo indietro.

A seguito dell’entrata in vigore delle norme disciplinanti la c.d. “mediazione obbligatoria” (D.Lgs. 28/2010, nella sua versione definitiva a seguito dell’intervento del Giudice delle Leggi), sorse – sin da subito e non solo tra i giuristi – il dubbio circa quale soggetto fosse legittimato attivo ad introdurre/promuovere il procedimento di mediazione in costanza di giudizio ex art. 645 c.p.c. ed all’esito dell’emissione delle ordinanze relative alla provvisoria esecutività del decreto.

Con la succitata sentenza il Supremo Collegio, dipanando la coltre di incertezza sul punto, precisava come fosse l’opponente il soggetto processuale sul quale grava l’obbligo di avviare la procedura di mediazione, sulla scorta del fatto che se il creditore opposto “- attraverso il decreto ingiuntivo – ha scelto di percorrere la via giudizialmente più breve, il debitore opponente, per mezzo dell’opposizione, ha deciso di intraprendere la “strada più lunga” mediante l’introduzione del giudizio di merito.  Pertanto, il creditore si troverebbe gravato dell’obbligo di avviare la procedura di mediazione quando ancora non si sa se ci sarà opposizione allo stesso decreto ingiuntivo”.

La diversa soluzione, soggiungevano gli Ermellini, sarebbe stata palesemente irrazionale perché premierebbe la passività dell’opponente e accrescerebbe gli oneri della parte creditrice.

Questo l’orientamento che sino ad oggi prevale.

Tuttavia il Tribunale di Firenze, con la sentenza resa in data 15.10.2015 (qui in commento) e la recente successiva ordinanza resa in altro giudizio il 17.01.2016, ha completamente disatteso l’assunto cui era pervenuta la Suprema Corte, onerando invece parte opposta dell’introduzione del procedimento deflativo in tutti quei casi in cui l’azione monitoria (e la successiva fase di opposizione) riguardi la materia dei contratti bancari.

Ciò sul presupposto che: “il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ha ad oggetto l’ accertamento dei fatti costitutivi della pretesa creditoria fondante l’emissione del decreto ingiuntivo opposto, la sanzione dell’improcedibilità dovrà innanzitutto colpire la domanda sostanziale azionata dalla Banca in sede monitoria, con conseguente revoca dell’ opposto decreto. L’articolo 8 del succitato D. Lgs. 28/2010”, prosegue la parte motiva della sentenza,  “nel prevedere che il mediatore durante il primo incontro, debba invitare le parti e i loro avvocati ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione, deve difatti essere interpretato nel senso di attribuire al mediatore il compito di verificare l’eventuale sussistenza di concreti impedimenti all’effettivo esperimento della procedura e non già quello di accertare la volontà delle parti in ordine alla opportunità di dare inizio alla stessa. Se così non fosse non si tratterebbe, nella sostanza, di mediazione obbligatoria bensì facoltativa e rimessa al mero arbitrio delle parti con sostanziale interpretatio abrogans del complessivo dettato normativo e assoluta dispersione della sua finalità esplicitamente deflattiva”. 

In definitiva, il Giudice di merito fiorentino, con scelta che non tarderà a riaccendere il dibattito in tema, precisa che, applicando il principio della domanda, l’opposto (ossia l’attore sostanziale) è il solo titolare dell’interesse ad agire ed ha l’onere di avviare la mediazione in tutti quei casi in cui la stessa sia obbligatoria (come nel caso dei contratti bancari); pena, in caso di inerzia, la declaratoria d’improcedibilità della domanda e la revoca del decreto monitorio.

10 febbraio 2016

Giangiacomo Cicerig.ciceri@lascalaw.com

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