Diritto Processuale Civile

Opposizione a d.i. cambiario e omesso deposito dell’originale dei titoli: il ricorrente può assolvere all’onere sino al momento della precisazione delle conclusioni in primo e secondo grado

Cass., 28 ottobre 2011, Sez. I, n. 22531

Trib. Pisa –Sez. Dist. Pontedera, 18 luglio 2013

Con la sentenza di legittimità in commento, la Suprema Corte ha confermato che “La produzione in giudizio dei titoli cambiari originali costituisce requisito indefettibile per l’esercizio sia dell’azione cartolare, sia dell’azione causale, costituendo la produzione degli originali requisito per l’esame nel merito della domanda.”

Tuttavia, il Collegio ha però altresì precisato – passaggio degno di nota – cheL’omesso deposito dell’originale non impedisce l’emissione del decreto ingiuntivo, potendo la parte assolvere detto onere sino al momento della precisazione delle conclusioni in primo e secondo grado”.

Chi scrive evidenzia che detta pronuncia ha soccorso fruttuosamente nel corso di una causa di opposizione a decreto ingiuntivo seguita dallo Studio La Scala nell’interesse di un proprio cliente istituzionale.

I fatti di causa sono i seguenti.

In estrema sintesi, lo Studio La Scala aveva richiesto ed ottenuto un decreto ingiuntivo su titoli cambiari (essendosi da tempo prescritta l’azione cartolare) prodotti in sola copia nella fase monitoria, riservandosi di produrre gli originali se richiesto e comunque nell’eventuale giudizio di opposizione eventualmente spiegato da controparte.

L’avversario proponeva opposizione disconoscendo la conformità dei titoli e le sottoscrizioni apposte sugli effetti medesimi, ma l’istanza di verificazione era preclusa poichè gli originali dei titoli cambiari non venivano più rinvenuti in quanto nelle more smarriti dalla cancelleria in una procedura esecutiva dove gli stessi erano stati impegnati.

Tale situazione perdurava sino al termine di deposito della conclusionale di replica.

A ridosso di tale termine, venivano tuttavia ritrovati gli originali degli effetti (nel frattempo recuperati dalla cancelleria de quo) e, anche sulla base di quanto statuito dalla sentenza in parola, l’esponente allegava a detta ultima difesa l’originale dei titoli deducendo naturalmente la colpa non imputabile per le circostanze sopra evidenziate e instando, ex art. 153 c.p.c., per la rimessione della causa in istruttoria.

Il Magistrato, con ordinanza emessa in data 18.07.2013 ed in accoglimento delle argomentazioni esposte dallo Studio, rimetteva – caso non frequente – la causa sul ruolo istruttorio, così confermando la costante giurisprudenza della Cassazione che ritiene altresì che “La rimessione in termini, tanto nella versione prevista dall’art. 184 bis c.p.c., quanto in quella di più ampia portata prefigurata nel novellato art. 153, comma 2, c.p.c., presuppone la tempestività dell’iniziativa della parte che assuma di essere incorsa nella decadenza per causa ad essa non imputabile, tempestività da intendere come immediatezza della reazione della parte stessa al palesarsi della necessità di svolgere un’attività processuale ormai preclusa..” (Cass. Civ. n. 23561/2011).

(Giangiacomo Ciceri – g.ciceri@lascalaw.com)

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