Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Opponente vs opposto: su chi grava l’onere della prova?

(…) è indubbio che, in tema di prova dell’inadempimento di un’obbligazione, il creditore che agisca per l’adempimento della stessa deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre è il debitore convenuto ad essere gravato dell’onere della prova dei fatti estintivi, impeditivi o modificativi del credito (…)”.

È quanto ha precisato il Giudice istruttore che – concedendo la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto – ha fornito delle conferme in tema di onere della prova, ribadendo il principio della presunzione di persistenza del diritto, desumibile dall’art. 2697 c.c..

Nel caso di specie, gli attori proponevano opposizione avverso il decreto ingiuntivo, ottenuto a loro carico dalla banca creditrice opposta, deducendo (tra le altre) l’erronea indicazione del credito e l’incertezza riguardo alle somme ingiunte, la nullità del finanziamento azionato in sede monitoria, nonché la violazione del principio di buona fede. L’Istituto di credito – costituitosi in giudizio – ne contestava la fondatezza.

Il Giudice – preliminarmente – ha rilevato come il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo dia luogo ad un giudizio di cognizione nel quale le parti (apparentemente invertite) conservano la loro posizione sostanziale, rimanendo così soggette ai rispettivi oneri probatori. 

Pertanto – ha proseguito l’organo giudicante – “il creditore (al quale compete la posizione sostanziale di attore (per aver richiesto l’emissione del decreto) ha, nella presente fase, l’onere di provare tutti i fatti costitutivi del diritto vantato (cfr., in proposito, Cass. 4 dicembre 1997, n. 12311; id 14 aprile 1999, n. 3671; id 25 maggio 1999, n. 5055; id. 7 settembre 1977 n. 3902; id. 11 luglio 1983 n. 4689; id. 9 aprile 1975 n. 1304) e, in particolare, l’esistenza e la misura del credito azionato nelle forme della tutela monitoria”. E’, dunque, onere del creditore provare l’esistenza di un diritto destinato ad essere soddisfatto; diversamente, grava sul debitore l’onere di provare l’esistenza del fatto estintivo dell’adempimento.

Seguendo tale ragionamento, ha quindi statuito come sia indubbio che “Colui che agisce in giudizio per ottenere il pagamento di una somma di denaro, deve dare la prova del fatto costitutivo dell’asserito credito, contestato dal convenuto (nella spese l’opponente), il quale come noto ha l’onere della contestazione specifica dei fatti addotti dalla controparte, con conseguente irrilevanza processuale della generica contestazione dei medesimi”, in conformità con la giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 15107/2004; 6666/2004; 9285/2003).

In ragione di quanto sopra, il Giudice – facendo applicazione del principio “della presunzione di persistenza del diritto” – ha concesso la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, attesa l’“adeguatezza” della prova fornita dall’opposto e l’inidoneità probatoria degli scritti su cui si fonda l’opposizione.

Trib. Perugia, 21 aprile 2021

Giuliana Petronaci – g.petronaci@lascalaw.com

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