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Onere di allegazione e prescrizione: la conferma della Corte d’Appello di Milano

La Corte d’Appello di Milano ha rigettato l’appello promosso dal correntista che in primo grado aveva visto accogliere l’eccezione di prescrizione dell’istituto di credito.

La difesa dell’appellante aveva sostenuto che l’eccezione della Banca non fosse meritevole di accoglimento in quanto la stessa non aveva eccepito specificatamente il decorso della prescrizione, limitandosi ad allegare l’elemento costitutivo dell’eccezione e manifestando la volontà di profittare di quell’effetto. In particolare, secondo l’appellante, in caso di pluralità di atti esecutivi (come sono i differenti versamenti effettuati nel corso del rapporto) la Banca avrebbe dovuto individuare il momento iniziale dell’inerzia del titolare in relazione a ciascuno di essi.

Al riguardo la Corte d’Appello ha ritenuto che la sentenza del Tribunale di Milano fosse insindacabile alla luce delle seguenti considerazioni mutuate, invero, dalla giurisprudenza di legittimità: “In tema di prescrizione estintiva, l’onere di allegazione gravante sull’istituto di credito che, convenuto in giudizio, voglia opporre l’eccezione di prescrizione al correntista che abbia esperito l’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito, è soddisfatto con l’affermazione dell’inerzia del titolare del diritto, unita alla dichiarazione di volerne profittare, senza che sia necessaria l’indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte.”

Peraltro, a parere dei giudici “il fatto che nel conto suddetto risultano applicate, anche nei periodi individuati come non affidati, le commissioni di massimo scoperto, è irrilevante, in quanto è evidente che tali addebiti si riferiscono proprio ai suddetti rapporti [conti anticipi ndr.] e non sono quindi indice del fatto che anche il contratto di conto corrente ordinario fosse anche in quei periodi assistito da apertura di credito”.

Alla luce di dette considerazioni la Corte d’Appello di Milano ha respinto l’appello, confermando la sentenza gravata e condannando il correntista al pagamento delle spese di lite.

Corte App. Milano, Sez. I, 08 gennaio 2020, n.40

Francesca Fiorito – f.fiorito@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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