Pignoramento dei diritti parziari: obbligo o facoltà?

Offerta telematica, senza PEC nessuna pietà

Il Tribunale di Mantova, nella recente sentenza in commento, ha avuto modo di pronunciarsi sul perfezionamento dell’offerta nell’ambito delle vendite telematiche.

In primis si precisa che, secondo quanto disposto dagli articoli 12 e 13 del D.M. 26 febbraio 2015 n. 32, l’offerta per la vendita telematica è redatta e cifrata mediante un software realizzato dal Ministero, in forma di documento informatico e va inviata ad un apposito indirizzo di posta elettronica certificata del Ministero mediante la casella di posta elettronica certificata per la vendita telematica.

Ai sensi dell’art. 14 dello stesso decreto, “l’offerta si intende depositata nel momento in cui viene generata la ricevuta completa di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia.”.

Il caso di specie ha ad oggetto un esperimento di vendita sincrona mista tenutosi presso il Tribunale di Mantova, in cui veniva presentata un’unica offerta cartacea, con cauzione versata mediante assegno circolare.

Il delegato si avvedeva, prima dell’asta, che sul conto corrente intestato alla procedura risultava accreditato un bonifico bancario (poi verificato essere riferito ad un’offerta telematica), ma rilevava che, al momento dell’apertura delle operazioni di vendita, tramite collegamento telematico con il portale del PVP e utilizzo del software Zucchetti, non risultavano depositate offerte telematiche.

Stante la situazione, all’udienza di vendita veniva dichiarato aggiudicatario provvisorio dei beni oggetto di vendita, l’unico offerente (con offerta cartacea).

Successivamente, però, il Delegato veniva contattato da colui che aveva effettuato il versamento telematico, il quale comunicava di aver presentato un’offerta telematica e di non essere riuscito ad effettuare alcun rilancio all’asta on-line per problemi della piattaforma.

Il gestore della vendita telematica Zucchetti software compiva ulteriori verifiche sui flussi telematici dal PVP e confermava di non aver riscontrato l’invio di nessuna busta di offerta telematica.

In realtà il “quasi” offerente aveva sì completato il wizard ministeriale per la presentazione dell’offerta e ricevuto dal PVP via e-mail il pacchetto dell’offerta presentata, ma non aveva inviato la domanda via PEC all’indirizzo offertapvp.dgsia@giustiziacert.it e non era stata quindi generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia, per cui non aveva sostanzialmente completato la presentazione dell’offerta.

Il Giudice dell’Esecuzione ha quindi confermato la correttezza delle operazioni di vendita e la relativa aggiudicazione.

Tribunale di Mantova, sentenza del 22 luglio 2018

Ludovica Citarella – l.citarella@lascalaw.com

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