Attento a come quereli, il falso va provato!

Occhio al dies a quo: a rischio il diritto di difesa delle parti

Qualora il termine iniziale per l’espletamento dell’attività processuale sia fissato con specifico provvedimento del giudice, che autonomamente individua il primo giorno di decorrenza, non si applica l’art. 155, comma 1 c.p.c. nella parte in cui dispone che, nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l’ora iniziali.

Questo è quanto deciso dal Tribunale di Padova con ordinanza del 26.01.2017.

Nel caso di specie, alla prima udienza il Giudicante assegnava alle parti i termini 183 VI comma c.p.c. individuando esplicitamente il termine di decorrenza di detti termini dal 31.10.2016.

Orbene in ossequio al principio sancito dall’art 155 c.p.c. secondo il quale nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l’ora iniziali, l’attore depositava la seconda memoria ex art 183 VI comma c.p.c. il 30.12.2016,  la terza memoria il 19.01.2017.

Tuttavia il Giudicante con l’ordinanza con la quale disponeva la fissazione dell’udienza di precisazione delle conclusioni, riteneva tardivi i depositi delle predette memorie, in quanto non riteneva applicabile al caso di specie il disposto dell’art 155 c.p.c. comma 1, essendo stato espressamente indicato dal giudicante il giorno di decorrenza del termine.

Il fulcro della questione giuridica ruota dunque, attorno all’interpretazione dell’art 155 c.p.c. comma 1,  il quale stabilisce: “nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l’ora iniziali”.

Orbene, secondo quanto sancito dall’ordinanza in esame, il principio espresso dall’art 155 comma 1 c.p.c., è stato ritenuto operante nei soli casi in cui una norma astratta espliciti il giorno di decorrenza dei termini, mentre nel caso in cui il giorno di decorrenza sia concretamente individuato dal Giudicante il giorno indicato andrebbe computato nei termini.

Mentre, secondo un più consolidato orientamento giurisprudenziale di merito, non vi è distinzione tra termini legali e giudiziali a decorrenza differita, pertanto il giorno iniziale è escluso dal computo dei termini anche in caso di specifica indicazione giudiziale dello stesso.

Invero occorre precisare che  nella giurisprudenza di legittimità  non si rinvengono precedenti conformi alla decisione in commento, e che anche gli argomenti portati a sostegno della stessa non appaiono in grado di superare il chiaro tenore letterale dell’art. 155, comma 1 c.c., che essendo una norma di carattere generale non può essere interpretata introducendo una distinzione tra termini “legali” e “termini a decorrenza differita fissata dal giudice”, distinzione che non trova riscontri nelle norme positive e che risulta altresì  pericolosa per il diritto di difesa delle parti.

Tribunale di Padova, ordinanza del 26 gennaio 2017

Arianna Corsaro – a.corsaro@lascalaw.com

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