La rivincita del promissario acquirente

È obbligo del locatore garantire il pieno godimento del bene da parte del conduttore

Il conduttore ha diritto ad essere garantito dal locatore, ai sensi dell’art. 1585 c.c., per la molestia di diritto avente ad oggetto il godimento del bene locato che può essere consistere anche nel comportamento di un terzo volto a contraddire il diritto del conduttore al pieno godimento della cosa attraverso una menomazione materiale del bene”.

Questo è il principio statuito dalla Suprema Corte con l’ordinanza n. 6010.

Nel caso di specie, un conduttore conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Roma il locatore, chiedendo allo stesso il risarcimento dei danni derivanti dal comportamento posto in essere dai condomini dello stabile antistante il locale, i quali, ritenuta l’area comune di esclusiva proprietà condominiale, avevano, dapprima, parcheggiato le proprie autovetture, impedendo al ricorrente il carico e lo scarico delle merci, e, successivamente, avevano posizionato due paletti che impedivano il transito e l’uso di detta area.

Si costituiva, quindi, in giudizio il locatore, il quale eccepiva che il contratto non prevedeva alcuna servitù di passaggio carrabile o per la sosta dei veicoli in favore del locale oggetto di locazione.

Il Tribunale di Roma, espletata la CTU, accertava e dichiarava che il conduttore non aveva fornito una dimostrazione certa ed adeguata né del periodo in cui il passaggio era stato impedito, né dei danni conseguenti e rigettava, pertanto, le domande proposte dal ricorrente.

Il conduttore decideva, dunque, di proporre appello avverso la sentenza.

La Corte di Appello di Roma, pur escludendo la servitù di passaggio sulla proprietà condominiale, riteneva che chi aveva acquisito in locazione un bene di proprietà esclusiva posto all’interno di uno stabile condominiale, comunque, acquistava, salvo patto contrario o specifica previsione del regolamento di condominio, la facoltà di utilizzare anche le parti del fabbricato di natura condominiale funzionali al godimento dell’immobile locato, ivi compresa la facoltà di transitare nei cortili condominiali ed eventualmente di usufruire del previsto transito carrabile. La Corte d’Appello condannava, dunque, il locatore al risarcimento dei danni sofferti dall’appellante.

Come detto, il locatore decideva di proporre ricorso in Cassazione avverso detta pronuncia, asserendo che lo stesso non aveva mai assunto alcun obbligo nei confronti del conduttore relativamente alla servitù di passaggio.

La Suprema Corte, tuttavia, rigettava il ricorso in quanto infondato in forza del principio sopra citato.

Cass., Sez. III Civ., 13 marzo 2018, ordinanza n. 6010

Sara Severoni – s.severoni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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