Contenzioso finanziario

Obblighi informativi nella negoziazione di polizze vita a contenuto finanziario: il punto del Tribunale di Roma

Tribunale di Roma, 5 maggio 2015, n. 9620 (leggi la sentenza)

La pronuncia in commento esamina il rapporto intercorso tra un intermediario finanziario ed un privato investitore, ormai deceduto, il quale – in vita – aveva eseguito una serie di operazioni di investimento/disinvestimento “a catena”, quali la sottoscrizione di fondi comuni, lo smobilizzo degli stessi per sottoscrivere o alimentare polizze vita a contenuto finanziario, successivamente costituite a garanzia di finanziamenti erogati per procedere alla sottoscrizione di nuove polizze o per pagare premi relativi a polizze già sottoscritte.

Gli eredi del de cuius adivano il Tribunale di Roma, lamentando che la Banca stessa, per il tramite del suo promotore finanziario, “aveva fatto eseguire” al cliente tali operazioni, le quali “erano state dirette non già a far conseguire vantaggi al cliente, ma a lucrare commissioni, interessi e spese di sottoscrizione a vantaggio del promotore, [della Banca] e delle sue partecipate ” e che “per sostenere questa rincorsa alla sottoscrizione di polizze, [la Banca] aveva fatto disinvestire [al cliente] ben più remunerativi fondi onde ottenere la provvista per alimentare i prodotti assicurativi, a vantaggio [della Banca] medesima e delle sue partecipate”, in violazione dell’art. 21 del T.U.F., degli artt. 26 e segg. del Regolamento Consob 11522/1998, nonché 27 e segg. del Regolamento Consob 16190/2007.

A fronte di tali rilevi mossi da parte degli attori, l’attenzione del Giudice si pone sul momento temporale di sottoscrizione dei contratti assicurativi a contenuto finanziario, rilevando che le polizze assicurative stipulate dal de cuius erano “polizze c.d. rivalutabili, caratterizzate dalla sostanziale assenza di un rischio finanziario in capo al contraente, poiché garantivano al beneficiario il pagamento, al verificarsi del sinistro, del capitale assicurato eventualmente incrementato con le modalità contrattualmente stabilite”, ed essendo la stipulazione delle stesse precedente all’entrata in vigore (1.7.2007) delle modifiche attuative dell’art. 25 bis del T.U.F., ad esse non risulta applicabile la disciplina dettata dalle disposizioni del T.U.F. e dei Regolamenti Consob (in senso conforme anche Tribunale di Roma, 5-5-2015, n. 9618).

Ciò premesso, quindi, l’adempimento informativo imposto alla Banca poteva ritenersi adeguatamente comprovato dal fatto che fosse stata consegnata all’investitore, prima della conclusione dei contratti, la “nota informativa” relativa al prodotto assicurativo-finanziario, laddove tale circostanza non era stata nemmeno contestata dagli attori (se non già tardivamente, in sede di deposito degli scritti conclusivi di cui all’art. 190 cod. proc. civ.).

Nell’esaminare le ulteriori doglianze avversarie, riferite alla gestione del rapporto ed agli interessi del cliente, il Tribunale capitolino rigetta la domanda risarcitoria avanzata dagli eredi dell’investitore, ritenendo che “gli interessi ed i maggiori costi lamentati dagli attori, quindi, sono stati frutto di una scelta operata [dal cliente] che, è opportuno rimarcarlo, se non avesse disinvestito anticipatamente le somme investite nelle polizze, non avrebbe subito alcuna perdita del capitale iniziale investito, essendone prevista, quantomeno, la integrale restituzione alla loro scadenza naturale”.

29 luglio 2015

Elisa Varisco – e.varisco@lascalaw.com

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