Contratti

Obbligazioni: rinuncia parziale alla solidarietà

Cass., 27 gennaio 2015, n. 1453 (leggi la sentenza)

Nel caso sottoposto all’esame della Suprema Corte, i componenti di un collegio arbitrale avevano chiesto il pagamento dei loro compensi e avevano ricevuto il saldo di metà dell’importo dalla parte che era risultata soccombente, nei cui confronti avevano dunque rilasciato quietanza liberatoria, riservandosi di recuperare il residuo dalle coobbligate in solido.

Le parti inadempienti, convenute in giudizio, si opponevano alla domanda di pagamento, affermando che la remissione del debito ex art. 1301 c.c. nei confronti dell’adempiente si era estesa automaticamente anche a loro, per mancanza di riserva.

Tale tesi, rigettata in primo grado, veniva invece accolta dalla Corte di Appello per mancanza di data certa nel documento contenente la remissione.

I giudici di legittimità hanno ribaltato nuovamente la decisione, dando una diversa qualificazione in diritto dei fatti. Prima di tutto, la Corte di Cassazione ha dichiarato che la fattispecie trova la sua disciplina nella previsione legislativa di cui all’art. 1311, n. 1 c.c., trattandosi di una ipotesi tipica di rinuncia alla solidarietà e non di remissione del debito verso uno dei coobbligati. Infatti ” Si discute, invece, sul se l’adempimento parziale della prestazione oggetto dell’obbligazione da parte di uno dei coobbligati mediante il pagamento della metà del compenso dovuto, con relativa quietanza rilasciata dai creditori, abbia comportato la remissione del debito residuo da parte degli arbitri verso lo stesso obbligato parzialmente adempiente, e la conseguente estensione, o meno, della remissione del residuo debito agli altri, a seconda che si valuti come non esistente o esistente la riserva verso i coobbligati, contenuta nella stessa quietanza”. Ebbene, erroneamente, secondo la Suprema Corte, il Tribunale e i giudici di secondo grado hanno considerato i fatti come un’ipotesi di remissione di obbligazioni solidali, atteso che “questa diversa ipotesi è regolata dall’art. 1311 n. 1 c.c., quale rinuncia alla solidarietà. In generale, il creditore (…) può rinunciare all’effetto principale della solidarietà, cioè alla possibilità di agire per l’intero verso ogni debitore, essendo la solidarietà passiva prevista nell’esclusivo suo vantaggio con la funzione di rafforzare il credito; mentre, per il debitore potrà derivare un vantaggio solo dall’essere tenuto verso il creditore esclusivamente per la propria quota, con conseguente sufficienza della sola volontà del creditore, anche in atto unilaterale. E, la rinuncia alla solidarietà può essere limitata solo ad alcuno dei condebitori, con la conseguenza che il creditore conserva l’azione solidale verso gli altri per l’intero credito (…). Dalla rinuncia alla solidarietà nei confronti di un coobbligato derivante dalla quietanza rilasciata nel ricevere l’adempimento parziale del proprio credito, con l’esclusione della riserva di agire verso lo stesso per il residuo, consegue la conservazione per legge dell’azione solidale verso gli altri obbligati”.

Per tali motivi, la Cassazione ha ritenuto che gli arbitri avessero inteso liberare dall’obbligazione solidale esclusivamente l’adempiente, conservando l’azione in solido verso gli altri coobbligati.

3 febbraio 2015

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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