Arriva in Gazzetta Ufficiale la Direttiva (UE) sul whistleblowing

Nuove procedure di valutazione per gli esponenti bancari

Con l’entrata in vigore del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 novembre 2020, n. 169 (“Regolamento”) viene attuato – trovando, quindi, piena applicazione – l’articolo 26 TUB.

Innovando in modo significativo i requisiti di idoneità applicabili agli esponenti delle banche e degli altri intermediari finanziari disciplinati dal TUB, il Regolamento detta disposizioni riguardanti la procedura di valutazione che deve essere seguita dagli intermediari per verificarne il rispetto, allineando, inoltre, il quadro normativo nazionale agli indirizzi nella materia de qua elaborati dall’Autorità bancaria Europea (EBA) e dalla Banca Centrale Europea.

In particolare, l’articolo 23, comma 2, del Regolamento stabilisce che “La valutazione da effettuare in occasione della nomina è condotta, di norma, prima che l’esponente o il responsabile di una delle principali funzioni aziendali abbia assunto l’incarico, quando la nomina non spetta all’assemblea; negli altri casi, essa è condotta dopo, in tempo utile per rispettare il termine previsto al comma 7”.

In questo contesto, si è reso necessario rivedere la procedura di Bankitalia per la verifica dell’idoneità degli esponenti e raccordarla con quella che deve essere seguita dagli intermediari.

In particolare, l’art. 26, comma 6, del TUB prevede che la Banca Centrale italiana stabilisca modalità e tempi per la valutazione di idoneità degli esponenti e per il rispetto dei limiti al cumulo degli incarichi, valutazione che è effettuata anche sulla base dell’analisi compiuta dagli organi di appartenenza degli esponenti e delle eventuali misure correttive adottate dagli intermediari.

In attuazione dell’art. 26 TUB, le Disposizioni di Bankitalia, in vigore dal 1° luglio 2021, dettano le regole da seguire nella definizione degli aspetti procedurali e funzionali alla valutazione dei requisiti degli esponenti aziendali e dei responsabili delle principali funzioni delle banche, intermediari finanziari, IMEL, IP e sistemi di garanzia dei depositanti.

Lo schema di disposizioni qui in commento prevede, quindi, i termini e le modalità con cui: i) la Banca d’Italia svolge le verifiche; ii) le banche e gli altri intermediari a cui si applica il Regolamento adempiono agli obblighi di comunicazione a favore della stessa Banca d’Italia.

Lo schema è stato elaborato nel rispetto delle previsioni del Regolamento e del TUB, tenendo altresì conto delle procedure di verifica vigenti, in modo da assicurare anche una continuità con le prassi in essere, delle Guidelines EBA/ESMA sulla valutazione di idoneità degli esponenti e del personale che riveste ruoli chiave (cd. key function holders) e della Guida della Banca Centrale Europea sulla stessa materia, in modo da assicurare un allineamento con gli indirizzi internazionali.

Seguendo l’impostazione del Regolamento, lo schema di disposizioni delinea la procedura seguita da Bankitalia, distinguendo principalmente le seguenti ipotesi:

  1. l’esponente è nominato dall’assemblea, nel qual caso il Regolamento richiede che la verifica dell’idoneità sia svolta dopo la nomina;
  2. l’esponente non è nominato dall’assemblea (o si tratta della nomina di responsabili delle principali funzioni aziendali) nel qual caso il Regolamento prevede che la valutazione dell’idoneità sia condotta, di norma, prima che essi abbiano assunto l’incarico.

Con riguardo all’ipotesi sub i), la proposta estende, in sostanza, la procedura di verifica già prevista per le banche, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica anche agli intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’articolo 106 del TUB, ai confidi e ai sistemi di garanzia dei depositanti.

La valutazione di idoneità segue un approccio ex post, venendo svolta dopo la nomina dell’esponente. In linea con la normativa vigente, viene previsto l’obbligo per l’intermediario di trasmettere alla Banca d’Italia la documentazione relativa alla verifica compiuta dal relativo organo competente.

Nell’ambito di questo tipo di verifica – e per le persone destinate a ricoprire ruoli di specifico rilievo (Presidenti degli organi di amministrazione e controllo, AD, DG) in società capogruppo di gruppi bancari o banche individuali non appartenenti a gruppi bancari con attivo superiore a 5 miliardi di euro – lo schema di disposizioni consente a chi intende presentare candidati di fornire alla Banca d’Italia le informazioni disponibili e rilevanti nonché, ove possibile, le valutazioni condotte sull’idoneità dei candidati.

Questa possibilità consente una tempestiva condivisione di informazioni con l’autorità di vigilanza che può rendere più agevole il successivo e formale processo di valutazione, nell’interesse anche degli intermediari e degli esponenti coinvolti.

Essa, tuttavia, non pregiudica lo svolgimento della procedura di valutazione che resta (sia per l’intermediario, sia per la Banca d’Italia) ex post, ossia dopo la nomina degli esponenti.

Nei casi sub ii), invece, è previsto che l’organo competente trasmetta alla Banca d’Italia la documentazione relativa alla valutazione di idoneità dell’esponente o del responsabile della principale funzione aziendale e che l’incarico non possa essere assunto prima della scadenza del termine entro cui l’autorità di vigilanza conduce la sua valutazione (procedura cd. ex ante).

In casi eccezionali di urgenza, è consentito procedere alla nomina dell’esponente prima che l’organo competente abbia svolto la sua valutazione (nel qual caso si ritorna nell’ipotesi sub i)).

Indipendentemente dal tipo di procedura (ex ante o ex post), l’analisi delle situazioni degli esponenti deve essere condotta, dall’organo competente per la verifica, partitamente per ciascun esponente, in linea con quanto già stabilito dalla vigente procedura per le banche. Inoltre, come previsto dall’articolo 23, comma 6, del Regolamento, il verbale della riunione in cui viene svolta la verifica di idoneità deve fornire puntuale e analitico riscontro delle valutazioni effettuate, nonché delle motivazioni in base alle quali l’intermediario ritiene soddisfatti i requisiti e criteri previsti dal Regolamento stesso.

Lo schema di disposizioni precisa inoltre che, per assicurare il rispetto di quest’ultimo adempimento, gli intermediari debbano prestare particolare attenzione nel riportare nel verbale il percorso di analisi e le considerazioni svolte in merito a situazioni o fatti previsti dal Regolamento che possono richiedere valutazioni, da parte dell’organo competente, connotate da un margine di discrezionalità.

Ciò per tener conto della differenza tra il nuovo Regolamento e la precedente normativa ministeriale che prevedeva invece solo “requisiti” di idoneità definiti in modo piuttosto rigido e tassativo (si richiama, a titolo esemplificativo, l’introduzione nel nuovo Regolamento dei “criteri” di correttezza, competenza, composizione collettiva degli organi, indipendenza di giudizio e disponibilità di tempo).

In considerazione delle esigenze operative dei gruppi cooperativi, lo schema di disposizioni prevede che le BCC che ne facciano parte possano trasmettere alla Banca d’Italia il verbale della riunione oggetto della valutazione dei requisiti entro 45 giorni (anziché 30 previsti per tutte le altre banche), dal giorno della riunione dell’organo che ha svolto la verifica. Non è possibile invece agire sul termine entro il quale la valutazione va condotta (30 giorni dalla nomina) in quanto fissato direttamente dall’art. 26, comma 5, del TUB.

Inoltre, per tener conto della più articolata procedura di verifica dei requisiti nell’ambito dei gruppi bancari cooperativi, lo schema di disposizioni prevede che le singole BCC aderenti al gruppo possano far proprie le valutazioni e gli esiti della verifica già condotta dalla capogruppo, fermo restando la responsabilità degli organi delle singole BCC in merito alle valutazioni e decisioni così assunte.

Infine, ad integrazione della disciplina delineata dal Regolamento, lo schema di disposizioni specifica la procedura adottata da Bankitalia per la valutazione dell’idoneità nelle seguenti ulteriori circostanze: i) esponenti che assumono un incarico non esecutivo aggiuntivo (applicabile solo agli esponenti delle banche di “maggiore dimensione o complessità operativa” ai sensi delle Disposizioni sul governo societario delle banche contenute nella Circolare n. 285); ii) sindaci supplenti che subentrano in qualità di sindaci effettivi; iii) eventi sopravvenuti idonei a incidere sull’idoneità dell’esponente o del responsabile della principale funzione aziendale.

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

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