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Nullità proposta in comparsa conclusionale: tardiva e pertanto inammissibile

L’eccezione di nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust non può essere formulata per la prima volta negli scritti conclusivi, in quanto costituisce una domanda nuova e come tale inammissibile.

Tramite una recente sentenza, la sezione sesta del Tribunale di Milano nella persona del Giudice, dott. Giuseppe Macripò, ha rigettato l’eccezione di nullità proposta nella fase conclusiva di una causa promossa da una Società nei confronti di un Istituto di credito.

Nel caso di specie, la società attrice conveniva in giudizio la Banca esponendo di aver concluso con quest’ultima un contratto di mutuo ipotecario per la costruzione di un complesso immobiliare destinato alla realizzazione di otto unità abitative, la cui erogazione era stata poi inaspettatamente interrotta dall’Istituto di credito. Chiedeva così la risoluzione per inadempimento del contratto, il risarcimento del danno, nonché l’accertamento dell’insussistenza del credito, eccependo la nullità del contratto medesimo.

Costituitasi in giudizio, la Banca convenuta formulava domanda riconvenzionale nei confronti dell’opponente, con chiamata in causa del fideiussore, chiedendo la condanna alla restituzione di tutte le rate scadute e non rimborsate.

Il terzo fideiussore, costituitosi a sua volta in causa, soltanto in comparsa conclusionale eccepiva l’invalidità della fideiussione per presunta contrarietà alla normativa antitrust.

Ebbene, il Giudice rilevava di non poter esaminare e decidere sulle domande formulate per la prima volta negli scritti conclusivi, poiché non  conformi a quelle svolte negli atti introduttivi. Le stesse, pertanto, costituivano una domanda nuova e, come tale, inammissibile, perché tardiva e formulata oltre la scadenza del termine perentorio per le preclusioni assertive.

Di conseguenza l’eccezione di nullità della fideiussione per violazione della normativa anti-trust – svolta dal terzo chiamato solo in comparsa conclusionale – non veniva esaminata e il Tribunale di Milano, definitivamente pronunciando sulla controversia, rigettava in toto le domande proposte da parte attrice, condannando la società e il fideiussore a pagare quanto dovuto.

Trib. Milano,  21 luglio 2020, n. 4502

Chiara Gabriele – c.gabriele@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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