Nullo il preliminare di vendita se mancano i dati catastali dell’immobile

Con l’ordinanza n. 537 la Suprema Corte si è pronunciata in tema di preliminare di vendita, ribadendo alcuni principi fondamentali in tema di elementi del contratto.

Nel caso di specie sottoposto all’esame della Cassazione, quest’ultima ha chiarito che “è viziato da nullità per indeterminabilità dell’oggetto, il contratto preliminare avente ad oggetto alcuni degli appartamenti da realizzare sul lotto già di proprietà del promissario acquirente, la cui individuazione sia rimessa a quest’ultimo, in epoca successiva alla stipula. La sentenza ex art. 2932 c.c., infatti, deve corrispondere esattamente al contenuto del contratto, non potendo trarre elementi da altra documentazione per la specificazione del bene oggetto di trasferimento”.

Sul punto, la Suprema Corte ha in sostanza ribadito come l’oggetto di un contratto preliminare può essere determinato attraverso atti e fatti esterni al negozio, anche successivi, solo se l’identificazione avviene in sede di conclusione consensuale del definitivo, su base negoziale.

Lo stesso non può dirsi – ha aggiunto la Corte – nel caso di pronuncia giudiziale ex art. 2932 c.c., poiché la sentenza costitutiva deve necessariamente corrispondere al contenuto del contratto, non potendo attingere da altra documentazione i dati necessari alla specificazione del bene oggetto di trasferimento.

Cass., Sez. VI Civile – 2, 11 gennaio 2018, ordinanza n. 537

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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