Diritto dell'Esecuzione Forzata

Nullità del precetto e del pignoramento anche se se il debitore denuncia di avere un debito verso le banche

Massima: “Deve qualificarsi come opposizione all’esecuzione e non agli atti esecutivi l’atto di impugnazione proposto da chi contesta la sussistenza del diritto del creditore a procedere a esecuzione forzata per mancanza di idoneo titolo esecutivo, laddove non può ritenersi tale la dichiarazione resa innanzi al notaio dal concedente ipoteca che premette di essere debitore della banca, dovendo escludersi che detta dichiarazione, quand’anche possa essere ritenuta ricognizione di debito, possa valere come titolo esecutivo, per quanto contenuta in atto ricevuto da notaio, risultando essa priva dei requisiti di certezza prescritti dall’articolo 474 Cpc, per essere il debito riconosciuto in via approssimativa e soprattutto senza la precisa specificazione del rapporto fondamentale già esistente fra le parti” (leggi la sentenza per esteso)

E’ questa la conclusione alla quale è pervenuto il Tribunale di Siracusa con la sentenza n. 836/12.

La sentenza de qua è stata resa  a seguito dell’opposizione promossa da un debitore che ha ammesso, con una dichiarazione resa di fronte al Notaio, nell’ambito di un atto in cui concedeva ipoteca volontaria, di possedere un debito verso le Banche.

Secondo il Tribunale l’opposizione, nel caso di specie, deve essere qualificata opposizione alll’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. e non opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c., in quanto il debitore contesta la sussistenza del diritto del creditore a procedere all’esecuzione forzata per mancanza di un titolo esecutivo idoneo.

Osserva il Tribunale che, nel caso di specie, mancano i requisiti di certezza ex art. 474 c.p.c. per procedere prima al precetto e poi all’atto di pignoramento.

Infatti, pur essendo la dichiarazione resa dal debitore di fronte al Notaio un riconoscimento del debito, è comunque una ricognizione effettuata in via approssimativa poiché la cifra è indicata all’”ingrosso” (circa 500 milioni delle vecchie lire). Inoltre, dato ancor più rilevante, manca l’indicazione precisa del rapporto esistente tra le parti che è l’unico elemento in grado di connotare il debito in termini di determinatezza.

Pertanto, senza titolo esecutivo idoneo sono nulli il precetto ed il pignoramento e le Banche pagano le spese di giudizio.

(Federica Martini – f.martini@lascalaw.com)

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