Contenzioso finanziario

Nullità del contratto ed onere di adeguamento

App. Milano, 23 novembre 2015, n. 4480 (leggi la sentenza)

La Corte d’Appello di Milano (con sentenza n. 4480 del 23.11.2015) ha avuto modo di pronunciarsi sul tema della necessità di aggiornamento dei rapporti contrattuali nel caso di operatività disposta da parte del cliente a valere su rapporto acceso al momento di previgente disciplina primaria e secondaria di settore.

In particolare, l’investitore lamentava – inter alia (la pronuncia si sofferma su questioni che riguardano dal corretto operato della Banca, alla valutazione in ordine alla sussistenza del nesso causale, passando attraverso l’esame della effettiva rischiosità dello strumento finanziario negoziato) – la pretesa invalidità dell’investimento disposto, assumendo la nullità dell’ordine di investimento conferito all’intermediario in ragione del fatto che l’ordine sarebbe stato disposto nella vigenza del Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 e Regolamento Consob n. 11522/1998, mentre il contratto disciplinante la prestazione dei servizi di investimento sarebbe stato concluso nella vigenza del Decreto legislativo 23 luglio 1996 n. 415.

Come noto, la posizione assunta da parte della Giurisprudenza di merito non è stata affatto unitaria, considerato che vi sono state nel passato (anche recente) pronunce contrastanti.

Di recente la Corte di Legittimità era tuttavia intervenuta assumendo “l’insussistenza di un obbligo della banca di sollecitare al cliente la sottoscrizione di un nuovo modulo, dopo l’entrata in vigore nel 1998 della nuova normativa, considerato che il rapporto era sorto da anni e proseguiva regolarmente” (così Cass. Civ., Sez. III, 8-5-2015, n. 9326).

Proprio su tale precedente Giurisprudenziale poggia la decisione da ultimo assunta dalla Corte d’Appello di Milano che, con motivazione coerente, afferma nel caso di specie “la sostanziale idoneità degli accordi a rispondere (anche) alle richieste della nuova normativa”, sottolineando peraltro l’onere in capo alla parte avversa di contestare e “precisare dove, come e perché il mancato adeguamento alle modifiche normative (…) si sia tradotto in un concreto pregiudizio per l’investitore, inciso semmai, sempre e soltanto, dal rischio dell’emittente, che sul primo comma continua ovviamente a gravare”.

Peraltro, coerentemente rispetto al momento in cui venivano disposte le operazioni di investimento, carattere dirimente l’assumeva la Comunicazione Consob n. 11254 del 25.2.1998, nella quale viene apertis verbis indicata l’inesistenza di un obbligo di aggiornamento dei rapporti già in essere, al momento dell’entrata in vigore della “nuova” disciplina, dovendosi semmai procedere alla consegna del “documento sui rischi generali degli investimenti su strumenti finanziari”.

25 novembre 2015 

Paolo Francesco Brunop.bruno@lascalaw.com

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