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Nullità dei contratti derivati: finalità di “copertura” e causa negoziale

Il Tribunale di Milano, con sentenza n. 6225 del 18.05.2016, è tornato sul dibattito della validità dei contratti derivati e al rapporto tra causa negoziale e finalità concreta del contratto.

Una società conveniva in giudizio un importante intermediario finanziario chiedendo al Giudice adito di accertare la nullità di undici contratti derivati e, in subordine, la risoluzione dei contratti per violazione degli obblighi informativi dettati dalla normativa finanziaria.

In dettaglio la società attrice lamentava che i contratti derivati stipulati, ben lungi da quanto pattuito in sede di trattativa con la banca, si fossero dimostrati inidonei a svolgere una funzione di “copertura” dal rischio di aumento degli oneri finanziari connessi alle esposizioni debitorie della società.

La banca si costituiva nell’incardinato giudizio e chiedeva il rigetto integrale delle domande avversarie.

Il Giudice, in sede istruttoria, riteneva necessario chiedere l’ausilio di una Consulenza Tecnica d’Ufficio al fine di comprendere se i contratti stipulati avessero, in concreto, una funzione di copertura (hedging) ovvero presupponevano una natura “speculativa”. Il perito svolgeva l’incarico affidatogli e, valutati diversi aspetti dei derivati oggetto di causa (stima del tasso forward, tasso medio previsto, stima dello scenario peggiore per gli oneri finanziari e confronto tra tasso medio contrattuale e scenario peggiore) accertava che tre degli undici contratti mostravano una natura “speculativa”.

Il Tribunale, preso atto del contenuto della relazione tecnica depositata, ha quindi ripercorso in breve il fondamento dell’istituto della causa negoziale, sancendo che “E’ noto che la causa, quale elemento essenziale del contratto (cfr. art. 1325 c.c.), è stata tradizionalmente identificata con la funzione economico – sociale del negozio […] La dottrina più recente ha cercato di valorizzare anche gli interessi concreti che la singola operazione economica è diretta, anche se estranei allo schema tipologico”.

Il Giudice proseguendo nelle proprie valutazioni ha poi affermato che: “La giurisprudenza è così giunta condivisibilmente a delineare il concetto di causa, secondo cui la causa del contratto è lo scopo pratico perseguito dalle parti, cioè il la sintesi degli interessi che il negozio è concretamente diretto a realizzare”.

Partendo da tali premesse, tuttavia, il Tribunale ha affermato la piena validità dei contratti che si erano dimostrati nei fatti di “copertura”, dichiarando per converso la nullità dei contratti derivati risultati “speculativi” così motivando: “Nel caso di specie è pacifico in causa, per comune allegazione delle parti, che lo scopo perseguito da [omissis] s.p.a. con i contratti IRS fosse quello di tutelarsi dal rischio finanziario legato all’aumento dei tassi […] Conseguentemente deve essere accolta la domanda di parte attrice volta alla restituzione dei flussi finanziari pagati da parte attrice in esecuzione dei predetti contratti”, in quanto privi della causa in concreto individuata come lo “scopo pratico perseguito dalle parti”.

Trib. Milano, 18 maggio 2016, n. 6225 (leggi la sentenza)

26 maggio 2016

Carlo Giambalvo Zillic.zilli@lascalaw.com

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