Diritto Processuale Civile

Notificazione dell’impugnazione nel domicilio eletto e trasferimento del procuratore

App. Torino, 24 aprile 2013 (leggi la sentenza per esteso)

Il Tribunale di Torino in funzione di Giudice di Appello, con sentenza del 24 aprile 2013, statuendo in merito all’inammissibilità del giudizio di appello proposto, ha affrontato la ormai pacifica questione attinente l’ inefficacia giuridica della  notificazione avente esito negativo avvenuta presso il domicilio dichiarato, quando il procuratore della parte abbia spostato il proprio domicilio professionale nonché la sede dello studio.

Nel caso sottoposto all’esame della Corte, la prima notifica dell’atto di appello effettuata dall’appellante non si era perfezionata per irreperibilità, mentre, ben oltre il termine lungo, la notifica si era perfezionata presso il nuovo indirizzo.

Il termine per proporre appello può essere breve o lungo. Il primo è di trenta giorni decorrenti dal momento della notifica della sentenza; il secondo, ex modifica operata con il D.Lgs. n. 69/2009, di sei mesi decorrenti dalla data di pubblicazione della sentenza. Parte appellante aveva articolato le proprie difese sostenendo di aver depositato l’atto di appello nei termini di legge, precisando che la tempestività della notifica deve essere individuata avendo a mente il momento in cui l’atto viene depositato nelle mani dell’ufficiale giudiziario.

Il Tribunale, supportato da diverse pronunce della Corte di Cassazione (cfr Cass. Civile 14033/2005; Cass. Civile 18350/03)  ha chiarito che non è sufficiente eseguire la notifica all’indirizzo conosciuto del procuratore costituito, ma è opportuno, prima della notifica, verificare la correttezza dello stesso. Tale attività è semplice ed immediata, infatti, è sufficiente riscontrare i recapiti con semplice accesso all’albo professionale. Certamente non si tratta di un obbligo ma di una regola di prudenza e diligenza in assenza della quale il rischio della notifica grava sul notificante e non certo sul destinatario. In tal senso: «La notifica presso il procuratore costituito va effettuata nel domicilio da lui eletto nel giudizio, previo riscontro, da parte del notificante, delle risultane dell’albo professionale, dovendosi escludere che tale onere di verifica arrechi un significativo pregiudizio temporale o impedisca di fruire, per l’intero, dei termini di impugnazione» (Cass. Civ. n.3818/2009).

Pertanto, ai fini dell’accertata tardività dell’impugnazione proposta con atto notificato al difensore oltre i termini previsti ex lege per la notifica della sentenza, è irrilevante il precedente tentativo non andato a buon fine per non aver l’ufficiale giudiziario reperito il difensore nel luogo indicato dall’istante a causa del trasferimento dello studio in altra via della stessa città, sul rilievo che:

– il difensore non ha alcun obbligo giuridico di comunicare nel corso del giudizio il trasferimento del suo studio;

– ai fini della notifica rileva il domicilio reale del procuratore;

– la parte istante ha l’onere di verificare sugli appositi registri al momento della notifica dell’atto l’indirizzo del procuratore, non rientrando il caso di specie nelle ipotesi in cui l’esito negativo della notifica derivi da un fatto estraneo alla sfera di disponibilità del notificante.

(Federica Martini – f.martini@lascalaw.com)

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