Notifica telematica: non è mai troppo tardi

Notifica telematica: non è mai troppo tardi

Con un’importante sentenza dagli indubbi risvolti pratici, la Corte Costituzionale ha sancito che la notifica eseguita con modalità telematiche deve ritenersi perfezionata per il soggetto notificante al momento della generazione della ricevuta di accettazione.

La Corte Costituzionale ha infatti abrogato l’art. 16-septies del D.L. 18/10/2012, n. 179, convertito, con modificazioni, nella L. 17/12/2012, n. 221, inserito nell’art. 45-bis, comma 2, lett. B del D.L. 24/06/2014, n. 90, convertito con modificazioni, nella L. 11/08/2014, n. 1214, nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche, la cui ricevuta di accettazione sia generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24, si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento della generazione della predetta ricevuta.

La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dalla Corte d’Appello di Milano nel corso di un giudizio civile di secondo grado, nel quale la società appellata ha eccepito l’inammissibilità del gravame proposto dalla Banca perché l’atto di citazione era stato notificato l’ultimo giorno utile, con ricevute di accettazione e consegna generate oltre le ore 21. Nella vigenza del regime abrogato, la notifica si sarebbe perfezionata, tanto per il mittente, quanto per il destinatario, alle ore 7 del giorno successivo alla scadenza del termine, con conseguente tardività dell’impugnazione.

Nelle motivazioni dell’ordinanza di rimessione, la Corte meneghina ha evidenziato che la disposizione denunciata, operando un richiamo diretto ai limiti temporali previsti all’art. 147 c.p.c. per le notifiche “ordinarie”, violerebbe l’art. 3 Cost., poiché vi sarebbe un’ingiusta e irragionevole equiparazione tra “domicilio digitale” e “domicilio fisico”, con un eguale trattamento sia per le notifiche cartacee che per quelle telematiche. Inoltre, si porrebbe in contrasto con gli artt. 24 e 111 Cost., in quanto limiterebbe il diritto difesa del notificante, al quale sarebbe preclusa la possibilità “di sfruttare appieno il limite giornaliero che dovrebbe essergli riconosciuto per intero”.

In merito, la Corte Costituzionale ha aderito alle prospettazioni del giudice rimettente, chiarendo che la limitazione temporale alla notifica in via telematica, con perfezionamento della stessa alle 7 del giorno dopo se eseguita tra le ore 21 e le ore 24, ha lo scopo di tutelare il diritto al riposo del destinatario, che “sarebbe stato altrimenti costretto a continuare a controllare la propria casella di posta elettronica”. Tale fictio iuris, tuttavia, non può giustificare la medesima limitazione con riguardo alla posizione del notificante, posto che in tal modo vi sarebbe un’irragionevole diminuzione dei termini per l’esercizio dell’azione, con un’evidente lesione al suo diritto di difesa.

La Corte Costituzionale, quindi, in applicazione della regola generale della scindibilità degli effetti della notificazione, sancita da sue plurime pronunce, ha riportato la norma entro i canoni della legittimità, stabilendo, in concreto, che la notifica via PEC, la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24, si perfeziona in favore del ricevente alle ore 7 del giorno successivo, mentre per il notificante nel momento stesso in cui la ricevuta viene generata.

Corte Costituzionale, 9 aprile 2019, n. 75

Enrico Villa – e.villa@lascalaw.com

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