Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Notifica a mezzo posta: attestazione fino a querela di falso

La notifica posta in essere da parte del Pubblico Ufficiale costituisce piena prova sino alla proposizione delle querela di falso e non può essere inficiata dalla presenza di certificati anagrafici o elettorali attestanti, solo in via formale, la residenza del soggetto destinatario.

Nel caso di specie, inerente un procedimento tributario, il contribuente ha impugnato la notifica della cartella di pagamento rilevando la mancanza dell’ulteriore notifica dell’avviso di rettifica. A seguito del mancato accoglimento del ricorso in primo grado esperito dal contribuente, confermando la CTR la piena validità della notifica eseguita anche a seguito di un primo accesso presso l’indirizzo noto, dal quale risultava lo “sloggio” del soggetto, la Corte ha ritenuto opportuno consolidare il principio per cui anche le informazioni ottenute direttamente sul posto, da parte dell’Ufficiale, in merito all’eventuale “sloggio”, sono da considerarsi, ex art. 2699 c.c., atto pubblico a tutti gli effetti, facendo piena prova sino a querela di falso. In tal senso, eventuali certificati anagrafici o elettorali che forniscano indicazioni di carattere formale in ordine allo status residenziale, non concorrono dunque ad inficiare le attestazioni ottenute in loco. Ne’ tantomeno può risultare rispondente ad eventuali disposizioni legislative la richiesta di provvedere alla formalizzazione in calce alla relata delle avvenute ricerche, visto che le stesse possono implicitamente desumersi dal corretto iter di notifica.

Giova menzionare, in tal senso, che la disciplina della notifica del processo tributario viene regolata dagli artt. 137 e ss. del c.p.c. cui si richiama l’art. 16, comma 2, del D.lgs. n. 546/1992. La stessa può effettuarsi a mezzo dell’ufficiale giudiziario, del messo comunale o del messo speciale autorizzato dall’amministrazione procedente. In ordine alle modalità, la notifica può perfezionarsi effettuandola brevi manu, ovvero tramite servizio postale. Sempre a mezzo posta, la notificazione può avvenire direttamente dalla parte, con relativa spedizione dell’atto in plico, con avviso di ricevimento.

La proposizione di querela di falso in ordine alle dichiarazioni del ufficiale notificante comportano automaticamente la sospensione del procedimento tributario ex art. 39 D.lgs. n. 546/1992. In ragione del fatto che la competenza in materia spetta al Giudice Ordinario, occorrerà riferirsi, in tal caso, alle disposizioni dettate dall’art. 221 c.p.c., il quale prevede che la querela possa presentarsi tanto in via principale quanto in corso di causa sotto forma di domanda giudiziale.

La Corte, dunque, riconosce una “fede privilegiata” al pubblico ufficiale, la cui fidatezza diviene suscettibile di fallibilità esclusivamente attraverso lo strumento della querela di falso, mai con denuncia di falso ideologico, e tramite l’introduzione di un apposito giudizio, equiparabile al rito penale, ma dal quale prende le distanze per funzione ed oggetto, mirando dunque al raggiungimento della veridicità contenutistica documentale, e non all’identificazione dell’autore della supposta falsificazione.

Cass., sez. V, 9 settembre 2016, n. 17807 (leggi la sentenza)

 Andrea Madaroa.madaro@lascalaw.com

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