I legami della convivenza rendono regolare la notifica

Notifica in fretta, il merito ti aspetta

Il termine fissato dal Giudice dell’esecuzione per l’introduzione della fase di merito delle opposizioni ex artt. 616 e 618 c.p.c. è perentorio, a pena di improcedibilità dell’azione: la scadenza è rispettata se nel termine imposto si è provveduto alla notificazione dell’atto di citazione, a prescindere dalla data della successiva iscrizione a ruolo.

Il Tribunale di Udine, con sentenza del 1 dicembre 2018, ha ritenuto che quella illustrata sia l’interpretazione delle norme più conforme ai principi costituzionali dell’ordinamento giuridico.

Sulla questione, ha precisato il giudice di merito, esistono due diversi orientamenti giurisprudenziali: la stessa Corte di Cassazione, invero, si è recentemente espressa con due pronunce contrastanti rese a distanza di pochi giorni l’una dall’altra.

L’orientamento prevalente, da ultimo ribadito con la pronuncia n. 1058 del 17/1/2018 della Corte di Cassazione, è fermo e costante nel tempo nell’affermare che il termine imposto dal Giudice dell’esecuzione per l’introduzione del merito è rispettato se, e solo se, nella scadenza prevista si è provveduto alla iscrizione a ruolo del giudizio, come suggerito dal tenore letterale dell’art. 616 c.p.c.

Per altro verso, tuttavia, si registrano pronunce contrarie, da ultimo la n. 19905 del 27/1/2018 della Suprema Corte, che accertano la tempestività dell’introduzione del giudizio di merito vagliando la data di notificazione dell’atto di citazione, ferma la necessità della successiva iscrizione a ruolo nel termine ridotto di cinque giorni.

La pronuncia del Tribunale in commento, evidenziando l’onere per il Giudice di merito di adottare l’interpretazione di diritto vivente che più si conforma ai principi dettati dalla Carta Costituzionale, ha sposato il secondo degli orientamenti citati.

Quest’ultimo, infatti, nel rispetto del principio di uguaglianza, e dei diritti di difesa e del giusto processo, sanciti dagli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, muove dal presupposto che il contraddittorio tra le parti viene instaurato con la notificazione dell’atto di citazione; per converso, l’iscrizione a ruolo costituisce un mero atto amministrativo interno, che ha la funzione di notiziare il giudice della controversia già sorta.

Ne deriva, quindi, che la fase di merito è regolarmente introdotta se l’atto di citazione è notificato nel termine posto dal Giudice dell’esecuzione.

Da ultimo, si è precisato, qualora la natura del giudizio imponga l’adozione del ricorso come atto introduttivo, si deve aver riguardo alla data di deposito in cancelleria per verificarne la tempestività.

Alle Sezioni Unite, la pronuncia dirimente.

Tribunale di Udine, sentenza del 1 dicembre 2018

Cristina Pergolari – c.pergolari@lascalaw.com

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