Diritto dell'Esecuzione Forzata

Notifica e trascrizione: i due momenti perfezionativi del pignoramento immobiliare

Cass. Civ. Sez. III, 20 Aprile 2015, n. 7998

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 20.04.2015, n. 7998 è stata chiamata a decidere su un caso che, data la peculiarità, è opportuno riassumerlo nei tratti salienti.

Avverso due soggetti debitori venivano notificati due pignoramenti contestualmente, dei quali l’uno trascritto e l’altro no. Il creditore pignorante e trascrivente l’atto di pignoramento, depositava istanza di rinuncia alla esecuzione contro gli esecutati; il Tribunale di Catania dichiarava così l’estinzione del processo esecutivo ed ordinava la cancellazione della trascrizione del pignoramento.

Contro l’ordinanza del Tribunale di Catania anzidetta, il creditore pignorante ma non trascrivente l’atto proponeva dapprima reclamo che il Tribunale rigettava, ed in seguito appello dinanzi alla Giurisdizione competente, rilevando l’illegittimità del provvedimento di estinzione della procedura esecutiva in quanto difettava della rinuncia di tutti i creditori interessati alla procedura come disposto dall’art. 629 c.p.c., ed osservando che tali creditori interessati avrebbero dovuto essere appositamente convocati in udienza.

La Corte D’Appello di Catania confermava la sentenza di rigetto del reclamo del Tribunale di Catania in quanto riteneva che non avendo il creditore trascritto l’atto di pignoramento in suo favore, pur avendolo notificato ai debitori esecutati, e non avendo svolto atto di intervento nella procedura esecutiva iniziata dalla creditrice trascrivente il pignoramento, fosse sufficiente la rinuncia di quest’ultima per dichiarare estinto il processo esecutivo ai sensi dell’art. 629 c.p.c.

Avverso tale sentenza il creditore pignorante non trascrivente il relativo atto proponeva ricorso in Cassazione.

Pertanto, la questione pregnante sulla quale la Suprema Corte è stata chiamata a decidere è la seguente e cioè se possa essere considerato creditore pignorante, ai sensi e per gli effetti dell’art. 629 c.p.c., comma 1, colui che abbia notificato ma non trascritto a suo favore l’atto di pignoramento.

La Corte di Cassazione in via preliminare evidenzia come la giurisprudenza di legittimità non ha attualmente una posizione netta rispetto alla struttura del pignoramento.

Infatti, vi è un orientamento già manifestato negli anni ’60- ’70, secondo cui “l’atto di pignoramento immobiliare, una volta notificato al debitore, è perfetto ed idoneo alla funzione, che gli è propria, di destinare e vincolare i beni ed i diritti in esso descritti all’espropriazione forzata. E la trascrizione nei registri immobiliari, anziché essere un elemento costitutivo dell’atto di pignoramento, esplica la funzione di condizione di efficacia di tale atto verso i terzi“.

Un ulteriore orientamento, invece, qualifica il pignoramento immobiliare come un atto a formazione progressiva in quanto si compone di due momenti processuali cui corrispondono due diversi adempimenti: la notifica al debitore e la trascrizione. Secondo tale orientamento, la notificazione dell’ingiunzione al debitore segna l’inizio del processo esecutivo e produce, tra gli altri, l’effetto dell’indisponibilità del bene pignorato; la trascrizione dell’atto completa il pignoramento ed, oltre a consentire la produzione degli effetti sostanziali nei confronti dei terzi e di pubblicità notizia nei confronti dei creditori concorrenti, è indispensabile perché il giudice dia seguito all’istanza di vendita del bene (Cass. Civ. 17367/2011).

Ciò posto, la Corte di Cassazione nell’evidenziare la singolarità del caso in questione, ha  rilevato come la natura del pignoramento sia ad oggi controversa ed ha deciso perciò di dare continuità al principio di diritto sopra richiamato ( Cass. Civ. 17367/2011) a cui la Corte D’Appello di Catania nella sua motivazione si era conformata, affermando che “[…] La peculiarità del caso di specie impone di verificare le conseguenze che ne derivano in merito all’interpretazione dell’art. 629 c.p.c., laddove prevede che per l’estinzione del processo esecutivo prima dell’aggiudicazione sia necessaria la rinuncia del creditore pignorante. La rinuncia è atto indispensabile allo scopo quando il creditore, che tempestivamente ha avanzato l’istanza di vendita, abbia notificato e trascritto il pignoramento immobiliare. Quando non vi sia stata la trascrizione del pignoramento non si dovrebbe, peraltro, nemmeno porre la questione interpretativa dell’art. 629 c.p.c., poiché, come detto, non potendo il giudice dell’esecuzione dare corso all’istanza di vendita, il processo esecutivo non può proseguire. Si viene, in tal caso, a determinare, una situazione di iraprocedibilità o di estinzione c.d. atipica o anticipata del processo [..]”.

In conclusione, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del creditore pignorante non trascrivente il relativo atto sulla base di due assunti: (i) nella procedura oggetto di rinuncia e poi estinta il creditore pignorante non solo non trascriveva l’atto di pignoramento ma non depositava neanche intervento e, tali elementi, non giustificavano pertanto una sua convocazione in udienza ai sensi dell’art. 629 c.p.c. (ii) la mancata trascrizione del pignoramento (contestuale a quello di cui il Giudice ne aveva ordinato la cancellazione a seguito di rinuncia dell’altro creditore trascrivente il relativo atto) non permetteva al Giudice dell’esecuzione di dare corso all’istanza di vendita e, quindi, di proseguire col processo esecutivo.

5 Giugno 2015

Valentina Giffoni – v.giffoni@lascalaw.com

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