Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Notifica della cessione del credito: sì, anche con il decreto ingiuntivo

In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio, gli attori chiedevano la revoca del decreto ingiuntivo per omessa notifica della cessione del credito in contestazione.

All’esito della prima udienza, il Tribunale di Brindisi, aderendo alla giurisprudenza di merito prevalente, ha respinto l’eccezione avversaria precisando che “la comunicazione della cessione del credito deve ritenersi validamente eseguita anche con la notifica del decreto ingiuntivo” e ha concesso la provvisoria esecutività del decreto opposto.

La decisione si fonda su due presupposti: i) la cessione si perfeziona con il semplice accordo tra le parti (Cedente e Cessionario) a prescindere dalla notificazione prevista dall’art. 1264 c.c.; ii) la notifica è un atto a forma libera che deve porre il debitore ceduto nella consapevolezza della mutata titolarità attiva del rapporto obbligatorio e, pertanto, può essere effettuata anche con la notifica del solo ricorso e del pedissequo decreto ingiuntivo.

L’unico onere in capo al creditore sarà, quindi, quello di assicurarsi che le modalità prescelte nonché le tempistiche seguite per comunicare l’avvenuta cessione del credito siano di per sé valide e idonee: verificatesi tali condizioni, il creditore potrà pretendere il pagamento delle somme dovute da parte del debitore ceduto.

L’eventuale mancata notifica della cessione, infatti, si traduce in termini di opponibilità solo nel caso in cui il debitore, nelle more, abbia già provveduto al pagamento di quanto da lui dovuto in favore del Cedente anziché del Cessionario.

Il Giudice di Brindisi si è, dunque, allineato ai principi già fissati dalla Corte di Cassazione: “La notificazione della cessione del credito al debitore ceduto, prevista dall’art. 1264 cod. civ., costituisce atto a forma libera, purché idoneo a porre il debitore nella consapevolezza della mutata titolarità attiva del rapporto obbligatorio, e, pertanto, può essere effettuata sia mediante ricorso per decreto ingiuntivo, sia mediante comunicazione operata nel corso del successivo giudizio di opposizione ex art. 645 cod. proc. civ.” (cfr. Cass. Civ. 1770/2014).

Trib. Brindisi, Ord., 20 aprile 2021

Cesare Giannetti – c.giannetti@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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