La rivincita del promissario acquirente

Nonni incapaci di proteggere il minore: dichiarato lo stato di adottabilità

La Corte di Cassazione respinge l’opposizione dei nonni a causa della manifesta incapacità degli stessi di tutelare il nipote dalle influenze negative della madre tossicodipendente e del padre, spesso in carcere.

Affinché possa essere dichiarato lo stato di adottabilità di un minore inserito nel proprio nucleo familiare, la legge impone la verifica della sussistenza di un importante requisito: il bambino deve trovarsi in uno stato di abbandono irreversibile, accertabile dal Giudice sulla base di elementi e riscontri oggettivi. L’adozione di un minore costituisce infatti una “soluzione estrema” prevista dall’ordinamento, data la riconosciuta prevalenza del diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia d’origine, quale ambiente più idoneo alla sua crescita.

Il Tribunale è dunque chiamato in primis ad accertare la capacità dei genitori viventi di prendersi cura del figlio, verificando se le loro condizioni di lavoro, reddituali, abitative e psichiche siano sufficienti per garantire e tutelare la serenità del nucleo familiare. Oltre ai casi di rifiuto intenzionale dell’adempimento dei doveri genitoriali, è necessario quindi che la situazione familiare sia tale da compromettere in modo grave e irreversibile l’armonico sviluppo psico-fisico del bambino, in relazione al suo vissuto, alle sue caratteristiche fisiche e psicologiche, alla sua età, al suo grado di sviluppo e alle sue potenzialità. Tuttavia, il Tribunale può ritenere determinante l’esistenza di alcune “figure vicariali”, come i nonni o altri familiari, che possano aiutare i genitori in difficoltà nell’accudimento dei figli.

È preferibile infatti valorizzare il ruolo che altri membri della famiglia possono avere nella crescita del minore, purché questi abbiano rapporti significativi con il bambino e si siano resi disponibili alla sua educazione e cura.

Tuttavia, con la recente sentenza n. 27738/18, la sesta Sezione della Corte di Cassazione ha chiarito che i nonni, sebbene “adeguati sotto il profilo dell’accudimento materiale”, devono essere anche in grado di proteggere il minore dalla confusione e dalla incertezza portate da figure genitoriali problematiche, in modo da limitare le interferenze negative connesse alle situazioni di disagio in cui i genitori del minore poterebbero trovarsi. Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, i nonni materni – intervenuti in giudizio per contestare la dichiarazione di adottabilità del nipote – avevano pervicacemente negato lo stato di cronica tossicodipendenza della figlia, respingendo in varie occasioni l’aiuto dei servizi sociali. Per il Giudice di legittimità tale comportamento dimostrerebbe chiaramente l’esistenza di un quadro familiare desolante, in cui ogni intervento di sostengo posto in essere nei confronti della madre e del figlio risulta essere inutile ed improduttivo a causa della spiccata reticenza degli interessati.

La Suprema Corte non ha potuto che concludere il proprio ragionamento confermando la dichiarazione di adottabilità del minore.

Cass. Civ., Sez. VI – 1, 31 ottobre 2018, n. 27738

Valentina Zamberlan – v.zamberlan@lascalaw.com

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