Diritto Processuale Civile

Non opponibilità del fondo patrimoniale all’ipoteca iscritta anteriormente all’annotazione nei registri dello stato civile

Il fondo patrimoniale, disciplinato all’art. 167 c.c., è opponibile ai terzi, così come per tutte le convenzioni matrimoniali, solamente a partire dalla data dell’annotazione a margine dell’atto di matrimonio nei registri dello stato civile, non potendo anticipare gli effetti alla data della trascrizione ex art. 2647 c.c. (cfr. S.U. Cass. Civ. n. 21658/09)

Pertanto la costituzione del fondo patrimoniale non ha effetto nei confronti del creditore pignorante e degli intervenuti nella procedura, qualora il pignoramento immobiliare sia eseguito prima dell’annotazione, sulla base del principio di inefficacia degli atti di disposizione del bene pignorato che comprende tutti gli atti di disposizione del patrimonio  del debitore da cui possa derivare una diminuzione della possibilità per il creditore di soddisfarsi sui beni in questione.

Ne consegue che, in mancanza di annotazione del fondo patrimoniale a margine dell’atto di matrimonio, il fondo medesimo non è opponibile ai creditori che abbiamo iscritto ipoteca sui beni che lo costituiscono, successivamente alla trascrizione della costituzione del fondo stesso, essendo la trascrizione irrilevante e non potendo l’annotazione nei registri dello stato civile, successiva all’iscrizione ipotecaria, retroagire a data anteriore, perché una tale retroattività si risolverebbe in danno dei terzi titolari di diritti in base ad atti precedentemente trascritti, in violazione dei principi basilari della pubblicità dichiarativa.

E’ da tali considerazioni che ha preso spunto la Cassazione nel pronunciare la sentenza n. 933/2012 (cfr anche Cass. Civ. n. 24332/08) in base alla quale, quando il pignoramento è successivo all’annotazione, ma l’ipoteca è iscritta precedentemente alla stessa, la costituzione del fondo patrimoniale non è opponibile in quanto con l’iscrizione sorge per il creditore il potere di espropriare il bene ai sensi dell’art. 2808 c.c., con prevalenza rispetto ai vincoli successivi, senza la necessità di provare che il credito garantito rientri tra quelli previsti dall’art. 170 c.p.c.

(Federica Martini – f.martini@lascalaw.com)

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