Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Non eccepire l’art. 1956 c.c. finché non hai il mutuo in tasca

Il Tribunale di Vicenza, con sentenza n. 865/2021 del 27 aprile 2021, ha affrontato il tema della liberazione del fideiussore per una obbligazione futura di cui all’art. 1956 c.c..
Nella fattispecie in esame, il fideiussore aveva eccepito, in sede di giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la violazione da parte dell’istituto di credito dell’art. 1956 c.c. per avere la banca concluso un contratto di mutuo con i debitori garantiti malgrado la conoscenza del peggioramento delle condizioni patrimoniali dei mutuatari ed in assenza una specifica autorizzazione da parte del fideiussore.
Il Tribunale ha rigettato l’eccezione mossa da parte opponente sulla scorta del fatto che “…l’inadempimento dei mutuatari si è verificato a oltre cinque anni di distanza dalla concessione del mutuo e quindi non si può ritenere che al momento dell’erogazione della somma fosse già critica la situazione patrimoniale dei mutuatari.”.
La conclusione a cui è giunto il Tribunale berico appare perfettamente coerente con il dettato normativo di cui all’art. 1956 c.c.. Infatti, si ritiene che la norma in esame non possa essere applicata già in sede di accensione del mutuo, contrariamente alla tesi di parte opponente, atteso che non è possibile parlare né di “obbligazione futura” né di peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore principale ancor prima che vengano erogate le somme richieste a mutuo e che si verifichi l’inadempimento del mutuatario.
Peraltro, l’istituto di credito, prima della conclusione del contratto di mutuo, deve valutare il merito creditizio della clientela ai sensi dell’art. 124-bis T.U.B., norma inserita dall’art. 1 del D.Lgs. n. 141/2010 in attuazione della Direttiva 2008/48/CE.
Nel caso di specie, parte opponente avrebbe potuto, semmai, eccepire la mancata valutazione da parte dell’istituto di credito del merito creditizio dei debitori principali ma in questa ipotesi l’onere della prova sarebbe stato integralmente posto in capo agli opponenti.
Ciò posto, si deve concludere da un lato che, in assenza di prova contraria, la banca abbia diligentemente valutato il merito creditizio dei clienti-mutuatari, ritenendolo idoneo per poter accedere al credito, e dall’altro lato che il fideiussore non possa essere liberato ai sensi dell’art. 1956 c.c., non essendo tale norma applicabile già in sede di accensione del contratto di mutuo e di erogazione delle somme.
Infine, il Tribunale berico rigettava integralmente l’opposizione di parte attrice-opponente e confermava il decreto ingiuntivo opposto.

Trib. Vicenza, 27 aprile 2021, n. 865

Guido Giacomelli – g.giacomelli@lascalaw.com

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