Crisi e procedure concorsuali

Non è vincolante la clausola compromissoria statutaria nel caso in cui il curatore eserciti l’azione ex art. 146 l.f.

Cass., Sez. I Civile, 12 settembre 2014, n. 19308 (leggi la sentenza) 

Le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori di una società di capitali previste dagli artt. 2393 e 2394 c.c., pur essendo tra loro distinte, in caso di fallimento dell’ente, confluiscono nell’unica azione di responsabilità, esercitabile da parte del curatore ai sensi della L. Fall., art. 146, la quale, assumendo contenuto inscindibile e connotazione autonoma rispetto alle prime […] implica una modifica della legittimazione attiva di quelle azioni, ma non ne immuta i presupposti. Da tale principio, non consegue affatto la vincolatività della clausola arbitrale prevista nello statuto […], atteso che rispetto all’azione dei creditori sociali, che il Commissario straordinario ha esercitato, non può essere fatta valere la clausola statutaria, per l’evidente rilievo che i creditori sono terzi rispetto alla società

Il Commissario straordinario di una società in amministrazione straordinaria proponeva azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della medesima al fine di ottenere il risarcimento dei danni prodotti alla società a causa di una serie di comportamenti gravemente inadempienti dei doveri propri dell’amministratore.

Si costituivano in giudizio gli amministratori, eccependo, tra l’altro, il difetto di giurisdizione e/o competenza dell’autorità giudiziaria ordinaria per essere la controversia devoluta al collegio arbitrale a causa della presenza nello statuto di una clausola compromissoria.

La Corte rigettava tale motivo di ricorso, richiamando la pronuncia giurisprudenziale n. 10378/2012 che ha chiarito che le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori di una società di capitali previste dagli artt. 2393 e 2394 c.c., pur essendo tra loro distinte, confluiscono, in caso di fallimento della società,  nell’unica azione di responsabilità prevista dall’art. 146 l.f., esercitabile da parte del curatore. Tale azione, assumendo contenuto inscindibile e connotazione autonoma rispetto alle azioni ex artt. 2393 e 2394 c.c. – attesa la ratio ad essa sottostante di strumento di reintegrazione del patrimonio sociale a garanzia sia degli stessi soci che dei creditori sociali – implica una modifica della legittimazione attiva di quelle azioni, ma non ne muta i presupposti.

Da tale principio consegue che il Curatore o il Commissario straordinario, nell’esercitare l’azione ex art. 146 l.f., ha la facoltà di avvalersi, a seconda dei casi, della disciplina applicabile alla responsabilità contrattuale (che permea l’azione ex art. 2393 c.c.) ovvero extracontrattuale (che inerisce l’azione ex art. 2394 c.c.).

Nel caso esaminato dalla Corte, il Commissario straordinario ha inteso giovarsi della disciplina processuale sottesa all’azione dei creditori sociali (art. 2394 c.c.), perché ritenuta più favorevole, con la conseguenza che la clausola arbitrale prevista dallo statuto societario non può ritenersi vincolante per essere i creditori sociali terzi rispetto alla società.

16 ottobre 2014

Francesca Fumagalli – f.fumagalli@lascalaw.com

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