Persone e Famiglia

No all’aumento dell’assegno di mantenimento se la ex guadagna bene come professionista

Cass., 30 gennaio 2012, Sez. I, n. 2186

Massima: “L’assegno di separazione deve tendere a ricostituire il tenore di vita goduto in costanza di convivenza di matrimonio. Indice di tale tenore di vita può essere il divario reddituale attuale tra i coniugi (nel caso in esame, il reddito del marito è determinato quasi esclusivamente dal canone di locazione derivante da un cospicuo patrimonio immobiliare mentre quello della donna, proprietaria di un immobile, è dato dalla sua attività professionale di agente immobiliare (oltre che beneficia della casa familiare).” (leggi la sentenza per esteso)

Con la recente sentenza n. 2186/2013 la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una ex moglie, volto ad ottenere l’aumento dell’assegno di mantenimento.

La Corte ha affermato che “l’assegno di separazione deve tendere a ricostruire il tenore di vita goduto in costanza di convivenza di matrimonio” ed ha, di conseguenza, rilevato che, anche se il reddito del marito deriva da numerosi canoni di locazione, a fronte di un cospicuo patrimonio immobiliare, la ex moglie è comunque proprietaria di un immobile, svolge attività professionale di agente immobiliare e gode della casa familiare.

Pertanto, la Cassazione ha respinto la richiesta di aumento dell’assegno, poiché, nel caso di specie, esso è stato determinato in misura limitata, giustificato dal Giudice a quo con il divario comunque esistente tra i redditi dei coniugi a favore del marito, ma trattasi non di un generale mantenimento, bensì di un limitato contributo e fronte della comunque florida condizione economica della ex moglie.

 (Tiziana Francolino – t.francolino@lascalaw.com)

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