No al cram down fiscale nel concordato in caso di espresso voto negativo da parte dell’Erario

Nel nostro recente articolo in merito alla nuova disciplina del cram down fiscale introdotta con la L. 159/2020, di conversione del D.L. 125/2020, pubblicata in G.U. n. 300 del 3 dicembre 2020, avevamo dato atto dei dubbi interpretativi formatisi sulla effettiva portata dei termini “mancata adesione” di cui al nuovo art. 182 bis l.f. e “mancanza di voto” di cui al nuovo art. 180 l.f.. In particolare, se con tali si debba intendere solo la ipotesi dell’inerzia dell’amministrazione finanziaria o anche il caso in cui la stessa espressamente esprima la volontà di non aderire o voto contrario.

Avevamo ritenuto preferibile una interpretazione estensiva, in base alla quale la nuova disciplina troverebbe applicazione anche in caso di espressa volontà negativa (fermo restando chiaramente la presenza del duplice presupposto della rilevanza per il raggiungimento delle maggioranze richieste dalla legge e del giudizio di convenienza rispetto all’alternativa fallimentare contenuto nella relazione del professionista attestatore). A nostro avviso tale interpretazione sarebbe maggiormente in linea con la ratio del recente intervento legislativo, e in particolare con la disciplina della transazione fiscale contenuta nel prossimo Codice della Crisi e dell’Impresa.

Il Tribunale di Bari, con la pronuncia in commento resa nell’ambito del giudizio di omologazione di un concordato preventivo, ha tuttavia ritenuto di aderire alla interpretazione restrittiva, secondo la quale la nuova disposizione sarebbe idonea a superare unicamente l’inerzia del Fisco, a cui porrebbe rimedio il Tribunale con un intervento di natura suppletiva.

Nella specie, il concordato non veniva approvato dalla maggioranza dei creditori ammessi al voto, tra cui l’Agenzia delle Entrate, che esprimeva espressamente voto contrario.

Il Tribunale, in primo luogo, ha dato atto di condividere la tesi per cui la nuova disciplina contenuta nell’art. 180 l.f. sia applicabile a tutte le procedure pendenti in cui non si sia esaurita la fase della omologazione.

Nel merito della questione, il Collegio barese ha evidenziato di non ritenere nella specie applicabile la recente novella dell’art. 180 l.f., riferendosi la norma all’ipotesi della mancanza di voto da parte dell’amministrazione finanziaria e non includendo quindi “in modo chiaro ed univoco e senza che possano sorgere dubbi interpretativi sul punto, l’ipotesi della espressione di un voto contrario, come appunto avvenuto in questo caso”.

Sul punto hanno affermato che la tesi contraria sostenuta da certa dottrina non sarebbe condivisibile in considerazione, da un lato, del noto principio in claris non fit interpretatio ed in ragione quindi dell’univoco tenore letterale della norma. D’altro lato perché comporterebbe un trattamento differenziato irragionevole per i creditori concordatari ammessi al voto, in quanto solo il voto contrario dell’amministrazione finanziaria (o dell’ente gestore di forme di previdenza o assistenza obbligatorie) sarebbe superabile dal Collegio con la valutazione di cui all’art. 180 l.f. e non, invece, il voto contrario di un altro creditore.

Pertanto, con il decreto in commento i Giudici hanno concluso che in ipotesi di cram down fiscale ai sensi del novellato art. 180 l.f., l’intervento valutativo del Tribunale in surroga si giustifica unicamente sul presupposto dell’inerzia dell’Erario nel manifestare espressamente la propria posizione di adesione o contrarietà rispetto alla proposta concordataria.

Trib. Bari, 18 gennaio 2021, Giudice Relatore, Dott.ssa Cesaroni

Luca Scaccaglia – l.scaccaglia@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La rivincita del promissario acquirente

La questione posta all’esame dell’Adunanza plenaria consiste nello stabilire se, a seguito dell...

Crisi e procedure concorsuali

Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Il Tribunale di Prato ha reso un’interessante sentenza in materia di accordi di ristrutturazione ...

Crisi e procedure concorsuali

Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

La Cassazione, con la sentenza in commento, ha affrontato la questione dell’abuso dello strumento...

Crisi e procedure concorsuali

X