Persone e Famiglia

Niente revoca o riduzione dell’assegno se l’ex moglie avvocato lascia la professione

Cass., 26 ottobre 2011, Sez. I., n. 22312, in Cassazione.net

Massima: "Non può essere revocato o ridotto il mantenimento dovuto dal marito se la moglie, avvocato, lascia la professione. Ciò se viene dimostrato che anche durante il matrimonio lei guadagnava meno di lui." (leggi la sentenza per esteso)

Con la recente sentenza n. 22312 del 26 ottobre 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che non può essere revocato o ridotto l’assegno di mantenimento dovuto dal marito se la ex moglie – avvocato – lascia la professione. Ciò se viene dimostrato che anche durante il matrimonio lei guadagnava meno di lui.

Il caso riguarda una professionista che, dopo il divorzio, aveva abbandonato la libera professione: dalla ricostruzione dei fatti riportati in sentenza, si evince che la donna, anche in costanza di matrimonio, aveva sempre guadagnato meno del marito. Per tale ragione il giudice del primo grado di giudizio aveva accordato alla donna un mantenimento, confermato anche in secondo grado e reso definitivo con la pronuncia in commento.

La Cassazione ha infatti precisato che il motivo dedotto dall’ex marito è inammissibile in quanto lo stesso non precisa l’entità dei redditi della moglie quando svolgeva la professione forense.

Secondo la Suprema Corte, in sostanza, il tenore di vita avuto durante il matrimonio va mantenuto anche dopo la separazione.

(Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com)
 

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