Pignoramento delle rate di conversione? Da oggi è realtà

Niente pubblicità? Divisione o esecuzione si estinguono

L’art. 631 bis c.p.c. si applica anche al giudizio di divisione endoesecutivo in quanto connesso funzionalmente alla procedura esecutiva.

Il Tribunale di Torino, con un provvedimento ben articolato, ha sancito che nell’ambito del giudizio di divisione, introdotto in seguito alla sospensione del processo esecutivo, la vendita deve essere disposta secondo le medesime modalità e prescrizioni previste per il giudizio di esecuzione. Ne consegue che il creditore procedente o i creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo, anche in sede di divisione, soggiacciono alle stesse disposizioni prescritte dal codice di procedura civile in tema di espropriazione immobiliare.

Nella fattispecie in esame, il Giudice ha dichiarato l’estinzione della procedura a causa del mancato rispetto delle norme in tema di pubblicità sul portale delle vendite pubbliche, in ottemperanza al disposto dell’art. 631 bis c.p.c. In particolare, i creditori, sebbene tale adempimento fosse stato posto a loro carico, non avevano provveduto nei termini al pagamento del contributo unificato necessario per la pubblicazione dell’avviso di vendita sul portale.

Come si evince dalla lettura della sentenza in commento, coerentemente con l’orientamento maggioritario della giurisprudenza di legittimità, non sussiste alcuna differenza ontologica tra la vendita disposta nel giudizio di esecuzione e quella ordinata nel giudizio di divisione.

Ed infatti, la finalità dei due giudizi è la medesima ossia convertire in controvalore monetario il bene oggetto di esecuzione, di tal guisa che appare coerente applicare lo stesso iter del processo esecutivo al giudizio di divisione, come sancito più volte anche dalle Sezioni Unite.

Per tale ragione, il creditore ha l’onere di rispettare nel giudizio di divisione le medesime regole previste per la vendita in sede esecutiva: il primo giudizio costituisce, infatti, la conseguenza necessaria dell’esecuzione di un bene indiviso laddove il Giudice, a fronte del pignoramento di una quota del bene, ordini di procedersi a divisione al fine di ottenere con maggiore probabilità la liquidazione del cespite pignorato.

È evidente, inoltre, che il diritto di proprietà del debitore, tutelato dall’art. 24 della Costituzione viene, in tal caso, garantito dalla obbligatorietà della pubblicazione dell’avviso di vendita che assicura che la vendita sia resa nota ad una platea il più ampia possibile e che la liquidazione del bene oggetto di divisione avvenga nel rispetto dei criteri di trasparenza, tenendo conto soprattutto del valore di mercato dell’immobile.

In conclusione, quindi, la giurisprudenza di merito ritiene sia corretto estendere l’applicabilità delle disposizioni in tema di pubblicità nell’ambito dell’espropriazione immobiliare anche al giudizio di divisione endoesecutivo al fine di creare una disciplina uniforme volta a tutelare l’esigenza di contemperare interessi contrapposti: da un lato, la soddisfazione del diritto di credito e, dall’altro, la tutela del debitore esecutato.

Tribunale di Torino, 17 gennaio 2019, n. 204

Maddalena Cerrato – m.cerrato@lascalaw.com

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