Responsabilità Civile

Niente danno da vacanza rovinata al turista che si imbatte nell’uragano

Il Tribunale di Roma, Sezione IX Civile, ha respinto la domanda di risarcimento per danno da vacanza avanzata da una coppia di turisti nei confronti di un Tour Operator e di un’Agenzia, in quanto, a loro dire, gravemente inadempienti per aver venduto un pacchetto viaggio, con destinazione Messico, che  si è rivelato deludente.

In particolare, la coppia imputava alle convenute di non essere stati avvertiti della necessità del passaporto elettronico per l’ingresso negli Stai Uniti, dovendo, pertanto, cambiare rotta ed acquistando nuovi biglietti a loro spese; di aver prenotato un hotel che, a causa dei lavori di ristrutturazione, non rispecchiava totalmente la qualità di alloggio e il servizio garantito, così come prospettato dall’Agenzia; ed, infine, l’arrivo dell’uragano Emily che aveva costretto i coniugi ad evacuare l’albergo.

Nonostante tali spiacevoli circostanze, la domanda dei coniugi è stata rigettata dal Tribunale di Roma, fondando la propria decisione sul d.lgs. n. 111/1995, che ha dato attuazione alla direttiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso”.

La normativa in questione, difatti, stabilisce all’art. 14 che: “In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico l’organizzatore e il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a loro non imputabile”.

Ed ancora,  l’art. 17 regola i casi di esonero da responsabilità, prevedendo che essa non sia configurabile in capo all’organizzatore e/o al venditore “se dipesa dal fatto di un terzo a carattere imprevedibile o inevitabile, ovvero da un caso fortuito o di forza maggiore. L’organizzatore o il venditore apprestano con sollecitudine ogni rimedio utile al soccorso del consumatore al fine di consentirgli la prosecuzione del viaggio (…) “.

Orbene, da tali disposizioni discende che, il contratto di organizzazione di viaggio prevede in capo all’operatore un’obbligazione di risultato e non di mezzi, per cui in caso di inadempimento o inesatto adempimento è a carico di quest’ultimo la dimostrazione che il fatto non sia dipeso da circostanze a lui imputabili.

Effettivamente, nel caso di specie, veniva accertato che: la nuova normativa sul passaporto a bande magnetiche era nota e conoscibile a chiunque, pertanto, i coniugi dovevano, nel proprio interesse, informarsi sui documenti necessari all’imbarco; inoltre, l’uragano Emily era stato previsto dai meteorologici solo dopo la partenza della coppia ed, ancora, il tour operator e l’Agenzia non potevano sapere dei lavori di ristrutturazione, assolvendo, così, alla proprie obbligazioni, semplicemente, con la prenotazione del soggiorno e la vendita del pacchetto turistico così come richiesto dagli attori.

Pertanto, sulla base di quanto argomentato e dimostrato dalle convenute, nel pieno rispetto della disciplina prevista dal d.lgs. n. 111/1995, il Tribunale di Roma ha respinto in toto la richiesta di risarcimento, precisando che “il danno da vacanza rovinata non sia dovuto in quanto il disagio subito per il mancato comfort non risulta aver pregiudicato in modo apprezzabile l’equilibrio ed il benessere psicologico degli attori conseguente al viaggio. La fattispecie non costituisce infatti un caso di vacanza rovinata per disservizi vari di tale gravita da aver compromesso il buon esito del viaggio e ciò in quanto non ogni disservizio o disfunzione lamentata dal consumatore quali piccoli disagi, fastidi, inconvenienti può essere considerato inesatto adempimento, ma solo quegli eventi che incidono oltre una soglia minima,cagionando un serio pregiudizio (Cass. Sezioni unite 11/11/2008 n. 26972).

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