Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Nessuna sanzione per la mancata indicazione della procedura da sovraindebitamento

L’omesso avvertimento di cui all’art. 480, comma 2, c.p.c., circa la possibilità per il debitore di porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore, non compromette la funzione del precetto e non comporta l’applicazione di alcuna sanzione.

Ha così concluso il Tribunale di Roma con la sentenza qui richiamata.

In particolare, parte attrice – con opposizione agli atti esecutivi – lamentava la nullità del precetto notificatole perché non contenente l’avviso prescritto come obbligatorio dal comma secondo dell’art. 480 c.p.c.. Il Tribunale di Roma ha ritenuto tale contestazione infondata in quanto le modifiche apportate dal D.L. n. 83/2015 all’articolo 480 c.p.c., pur prevedendo come obbligatorio l’avvertimento al debitore circa la possibilità di ricorrere ad un organismo di composizione della crisi o ad un professionista nominato dal Giudice in ipotesi di sovraindebitamento, non hanno previsto alcuna sanzione in caso di mancata osservanza della predetta prescrizione.

Il Giudice romano sul punto ha evidenziato come, secondo costante giurisprudenza di merito, l’art 480 c.p.c. “non prevede alcuna sanzione per il caso di omesso avvertimento circa la possibilità per il debitore di accedere alle modalità alternative di soluzione della crisi, che, peraltro, non può ritenersi incidere in alcun modo sugli effetti e sulla funzione del precetto quale atto prodromico all’inizio della esecuzione forzata e potrebbe, al più,  farsi valere nell’esecuzione iniziata senza il prescritto avvertimento”.

Il mancato avviso al debitore viene considerato, secondo l’orientamento prevalente presso i Tribunali di merito, come una mera irregolarità. La sanzione della nullità, infatti, non può essere comminata a casi diversi da quelli espressamente previsti dalla legge, né può essere, in tal caso, praticato il ricorso all’istituto dell’analogia. Il precetto, dunque, quale atto prodromico all’inizio dell’esecuzione, mantiene intatti i propri effetti e la propria funzione anche nelle ipotesi in cui non contenga l’avviso al debitore circa le modalità alternative di soluzione della crisi da sovraindebitamento. La mancanza dell’avviso ex art 480 c.p.c. comma 2 potrà al più esser fatta valere nella eventuale procedura esecutiva incardinata senza la preventiva notifica di un atto di precetto contenente il prescritto avvertimento.

Tribunale di Roma, 25 agosto 2019, n. 16698

Alessandra Zacconi – a.zacconi@lascalaw.com

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