La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Nessuna incertezza, il coobbligato non é un garante

Una recente sentenza ottenuta dal nostro Studio in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ha dissipato ogni dubbio.

Il provvedimento rappresenta la coda di una vicenda giudiziale in cui l’opponente aveva eccepito la decadenza ex art. 1957 c.c. della società creditrice e chiesto, per l’effetto, la propria liberazione ex art. 1956 c.c.

In particolare, a dire della controparte, nel caso di specie avrebbe dovuto trovare applicazione la disciplina codicistica dettata in materia di fideiussione e non quella prevista dall’art. 1292 c.c., riservata alle sole obbligazioni solidali.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha chiarito, tuttavia, che, l’aver utilizzato in un contratto di prestito al consumo l’espressione “coobbligato”, è circostanza di per sé sufficiente a qualificare l’obbligazione assunta come solidale.

Invero, ha precisato in tal senso il Giudice, anche se tale espressione non trova rispondenza in alcun istituto, questa “deve ritenersi certamente riferita alla qualità di debitore solidale ai sensi degli artt. 1292 c.c.”.

La ragione, peraltro, come rilevato dal Tribunale risiede proprio nell’art. 1292 c.c., secondo cui “l’obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione in modo che ciascuno può essere chiamato all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno libera gli altri…”,

Pertanto, “dovendo qualificarsi il co-obbligato come condebitore solidale, in alcuna decadenza risulta essere incorso l’istituto di credito mutuante nell’esercizio del proprio diritto di credito nei confronti del condebitore solidale”.

Da qui, in definitiva, la conclusione a cui è giunto il Tribunale investito della causa: non può “trovare applicazione l’art. 1957 c.c. (invocato dall’opponente), che sanziona con la decadenza l’inerzia del creditore che non abbia agito nei confronti del debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione, in quanto si tratta di norma applicabile alla sola fideiussione e non richiamata dagli artt. 1292 c.c. e seguenti”.

Trib. Santa Maria Capua Vetere, 6 ottobre 2020, n. 2301

Anna Vicinanza – a.vicinanza@lascalaw.com

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