Diritto dell'Esecuzione Forzata

Nella procedura esecutiva immobiliare è inammissibile la querela di falso qualora il debitore non sia incorso in decadenze

Tribunale di Avellino, 30 giugno 2014 (leggi la sentenza per esteso)

Nel caso oggetto della pronuncia in commento la debitrice esecutata depositava ricorso in opposizione agli atti esecutivi nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare, sostenendo l’inesistenza della notifica dell’atto di pignoramento immobiliare, poiché la firma apposta sull’avviso di ricevimento del relativo plico sarebbe stata falsa. L’esecutata proponeva, quindi, contestualmente querela di falso, eccependo inoltre la tardività della trascrizione del pignoramento, essendo la stessa avvenuta a distanza di sei mesi dal deposito dell’atto in cancelleria, nonché l’invalidità dell’istanza di vendita poiché depositata prima dell’avvenuta trascrizione.

L’opponente chiedeva, pertanto, previa sospensione della procedura esecutiva e instaurazione del giudizio incidentale di falso, che venisse dichiarata l’inesistenza della notifica del pignoramento e l’inefficacia e invalidità dello stesso. Il creditore procedente si costituiva deducendo l’infondatezza della domanda avversaria e il G.E. rigettava l’istanza di sospensione della procedura esecutiva e la debitrice esecutata instaurava il giudizio di merito.

In tale sede è stata dichiarata l’infondatezza dell’opposizione agli atti esecutivi la quale è stata pertanto rigettata. In particolare il Tribunale di Avellino ha affermato l’inammissibilità della querela di falso proposta dall’opponente per ininfluenza, ai fini della decisione, del sollecitato accertamento incidentale sull’autenticità della notifica dell’atto di pignoramento, poiché l’esecutata aveva proposto l’opposizione prima dell’udienza ex art. 569 c.p.c. e non era dunque incorsa in alcuna decadenza. La stessa era stata infatti in grado di esercitare tutte le attività processuali cui era legittimata ai sensi dell’art. 569 comma 2, senza pregiudizio alcuno della validità della procedura esecutiva, quand’anche istruita la proposta querela di falso e accertata la falsità. Il Tribunale di Avellino ha stabilito inoltre che non potesse parlarsi di inesistenza del pignoramento nemmeno qualora fosse stata accertata la falsità della notificazione dello stesso all’opponente. Dalla falsità, infatti, potrebbe discendere soltanto la nullità del pignoramento la cui declaratoria sarebbe comunque preclusa dal raggiungimento dello scopo dell’atto ai sensi dell’art. 156, comma 3 e dalla circostanza che l’esecutata non era incorsa, come precisato, in alcuna decadenza.

29 luglio 2014

(Stefano Scotti – s.scotti@lascalaw.com)

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