Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Nel concordato preventivo voto scritto e nessuna ulteriore formalità

La Cassazione, con la sentenza in commento, esclude particolari forme di espressione per il voto nella procedura di concordato preventivo.

In particolare, il ricorrente, tra i vari motivi oggetto del ricorso, ha sostenuto l’invalidità del voto negativo ex art. 178 L. Fall, reso dal creditore a mani del commissario e non riportato in calce al verbale.

Tuttavia, i Giudici di Piazza Cavour, conformandosi al principio già espresso con la Sentenza n. 2326 del 2014 della Corte di Cassazione, hanno nuovamente chiarito che “il voto espresso, ancorché con dichiarazione trasmessa al commissario giudiziale a mezzo P.e.c., prima del deposito della relazione di cui alla L. Fall. art. 172, e dell’adunanza dei creditori, è valido, purché trovi esatta corrispondenza con la proposta definitiva presentata dal debitore.”

La motivazione assunta dal Collegio giudicante evidenzia come il raggiungimento delle maggioranze entro il termine perentorio di venti giorni dalla chiusura del verbale dell’adunanza, di cui all’art. 178 comma 4 L. Fall., riflette un accertamento rimesso al prudente apprezzamento del Giudice del merito, che, nel computo dei voti, deve tenere conto anche delle dichiarazioni trasmesse dai creditori al commissario giudiziale, in considerazione del fatto che la menzionata norma -a differenza dell’art. 125 comma 2 L. Fall., in materia di concordato fallimentare- non fornisce alcuna indicazione sul luogo in cui tali dichiarazioni debbono pervenire, non essendo decisiva, pertanto, la previsione dell’annotazione in calce al verbale da parte del cancelliere.

La decisione in commento, rigettando il terzo motivo di impugnazione, chiarisce altresì come, in tema di voto nel concordato preventivo, è infondato l’assunto per cui esso richiederebbe le forme del mandato, secondo la regola di rilascio preventivo della procura che invece l’art. 174 della L.Fall, prevede positivamente solo per il creditore che intenda farsi rappresentare fisicamente all’udienza di adunanza.

Sul punto la Cassazione, infatti, evidenzia come tale voto è ascrivibile alla categoria degli atti negoziali unilaterali, oggetto in ogni caso di possibile ratifica ad opera delle società bancarie creditrici (ammesse al voto stesso).

Cass., Sez. VI, 19 luglio 2021

Cesare Guglielmini – c.guglielmini@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Il Tribunale di Imperia, con la pronuncia in commento, si è trovato a dover statuire circa la revo...

Crisi e procedure concorsuali

Come noto il comma 6 dell’articolo 4 del Decreto Legge n. 118/2021 (non modificato in sede di con...

Crisi e procedure concorsuali

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Il Tribunale di Forlì ha dichiarato ammissibile una proposta di accordo di composizione della cris...

Crisi e procedure concorsuali

X