Il regolamento di competenza va fatto valere in prima udienza

Mutuo e interessi di mora, l’erroneità della tesi sulla non debenza degli interessi

In un recente caso, trattato dal nostro Studio e che ha visto vittoriosa la Banca convenuta, il Tribunale di Napoli, ribadendo la differenza ontologica sussistente tra interessi corrispettivi e interessi moratori, ha chiarito che “anche la concreta (ed indimostrata) effettiva applicazione dell’interesse moratorio usurario non comporterebbe gli effetti prospettati dall’istante in applicazione dell’art. 1815, comma 2, c.c., anche con riferimento agli interessi corrispettivi validamente versati. In effetti la pattuizione degli interessi di mora è una clausola autonoma e distinta del contratto con la conseguenza che la sanzione prevista dall’art. 1815 c.c. andrebbe comunque circoscritta ai soli interessi di mora, restando comunque ferma la debenza dei – soli- interessi corrispettivi non superanti il tasso soglia”.

Nel caso de quo, l’attrice adiva il Tribunale campano in relazione ad un contratto di mutuo fondiario, sostenendo l’illegittima capitalizzazione degli interessi maturati e la natura usuraria degli stessi, nonché chiedendo, anche ai sensi e per gli effetti dell’art. 1815 c.c., la rideterminazione delle somme residue dovute alla banca, tenendo conto di quanto già versato e/o trattenuto illecitamente. È frequente, infatti, in questa tipologia di contenzioso che i clienti facciano derivare la non debenza di alcun interesse, ai sensi dell’art. 1815, secondo comma, c.c. dalla presunta usurarietà degli interessi di mora.

La pronuncia in commento si è allineata con quanto già in precedenza affermato da altri Tribunali (e recentemente anche dalla Suprema Corte), affermando che la sanzione derivante dalla ritenuta usurarietà del tasso moratorio non è certamente quella della non debenza di qualsiasi interesse, bensì semplicemente dei soli interessi moratori. Il Giudice partenopeo acutamente rileva che “gli interessi moratori sono soltanto eventuali e cioè dovuti esclusivamente sulle rate scadute e impagate operando le due categorie di interessi su piani diversi ed essendo previsti gli interessi moratori in sostituzione di quelli corrispettivi … Tuttavia, nel caso di specie, non risulta in alcun modo dimostrato dalla parte istante, su cui ai fini della proposta azione di ripetizione dell’indebito incombeva il relativo onere, l’effettiva corresponsione per alcune singole rate eventualmente pagate in ritardo degli interessi moratori pattuiti in contratto”.

In ogni caso, quand’anche controparte avesse dato dimostrazione di quanto sopra (circostanza non verificatasi), la conseguenza giuridica non sarebbe di certo stata l’eliminazione di ogni interesse, poiché tale sanzione “andrebbe comunque circoscritta ai soli interessi di mora, restando comunque ferma la debenza dei – soli – interessi corrispettivi non superanti il tasso soglia”.

Tribunale di Napoli, 1° ottobre 2019, n. 8602

Francesca Castelli – f.castelli@lascalaw.com

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