Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Mutuo fondiario: la violazione del limite di finanziamento deve essere dimostrata

Il tribunale di Monza, con provvedimento del 2 luglio 2016, si è pronunciato in merito all’eccezione di nullità del contratto di mutuo fondiario ipotecario per violazione del limite di finanziamento, ex art. 38 TUB.

Nel caso in esame, l’opponente, con atto di citazione in opposizione a precetto, formulava istanza preliminare di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, azionato dall’opposto Istituto di credito, deducendo la nullità del contratto di mutuo fondiario ipotecario per violazione delle disposizioni di cui all’art. 38 TUB.

In particolare, l’opponente asseriva la nullità del contratto di mutuo fondiario “nella parte in cui non  indica il valore del cespite immobiliare ipotecato su cui andrebbe parametrato il valore del finanziamento per verificarne la conformità al limite imposto dalla norma (80% del valore dei beni ipotecari)”.

In merito alle disposizioni di cui all’art 38 TUB, il Tribunale di Monza ha rilevato che effettivamente la norma prevede, in coordinamento con la successiva delibera CICR del 22.04.2005 assunta in sua attuazione, che l’ammontare massimo dei finanziamenti di credito da parte delle Banche deve essere “pari all’80% del valore dei beni ipotecari o del costo delle opere da eseguire sugli stessi”.

Tuttavia, nel contempo ha precisato che nessuna norma di legge prevede la nullità dei finanziamenti oltrepassanti l’80% del valore dei beni ipotecati. La nullità risulta, anzi, espressamente esclusa dalla giurisprudenza della Suprema Corte (cfr. sent. n. 26672 del 28.11.2013 e la n. 22446 del 4.11.2015), che ha osservato come la previsione normativa della limitazione dei finanziamenti è dettata a protezione delle banche (non dei soggetti finanziati) ed è finalizzata ad impedire alle medesime di esporsi eccessivamente senza adeguate contropartite e garanzie.

Il Tribunale, dunque, sull’eccezione di nullità ha così statuito: “La mancata indicazione, nel contratto di mutuo fondiario, del valore dell’immobile il cui acquisto è oggetto del finanziamento non comporta la nullità del contratto e non costituisce necessariamente prova della violazione del limite del finanziamento stabilito nella misura dell’80% dall’art. 38 TUB”.

In conclusione, è sull’opponente che grava il relativo onere della prova, ossia la prova idonea a consentire di ritenere il valore dell’immobile non rientrante nei parametri normativi.

Sotto tale profilo, il Tribunale di Monza ha rigettato l’istanza di sospensione per difetto del fumus boni iuris, non avendo peraltro l’opponente fornito alcun elemento in concreto volto a dimostrare l’avvenuto superamento del limite.

Trib. Monza, 2 luglio 2016 (leggi la sentenza)

Carolina Baiettac.baietta@lascalaw.com

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