Contratti Bancari

Mutuo fondiario valido anche senza causa tipica

Cass., 18 aprile 2013, Sez. I, n. 9482

La prima sezione civile della Suprema Corte ha stabilito che, nel caso in cui il contratto di mutuo fondiario sia stato stipulato solo per estinguere pregresse esposizioni debitorie, il negozio non è affetto da nullità per mancanza della causa tipica della normativa fondiaria, ma allo stesso non saranno applicabili le norme speciali previste dagli artt. 38 e ss. del Testo Unico in materia bancaria.

La fattispecie posta all’esame della Suprema Corte scaturiva da un giudizio di opposizione promosso da un Istituto di credito per ottenere l’ammissione in via privilegiata ipotecaria al passivo di una s.r.l. in amministrazione straordinaria, relativa ad un credito derivante da un finanziamento fondiario concesso al gruppo al quale faceva parte la società nel biennio anteriore all’apertura della procedura concorsuale.  Il primo grado di giudizio si era concluso con la dichiarazione di inammissibilità dell’opposizione. A parziale riforma della decisione del Giudice di prime cure, la Corte di Appello territoriale aveva dichiarato ammissibile l’opposizione riconoscendo il credito dell’Istituto di credito appellante senza tuttavia riconoscerne il privilegio ipotecario.

A sostegno di tale statuizione, la Corte di Appello ha affermato che il contratto di finanziamento non poteva definirsi di natura fondiaria perché le somme mutuate, non essendo destinate alla funzione tipica di tale categoria di mutuo (i.e. la concessione di un mutuo a medio – lungo termine per l’acquisto di un immobile già finito o in costruzione e/o quasi completato), erano state erogate con il solo fine di estinguere pregresse esposizioni debitorie delle imprese del gruppo al quale apparteneva la s.r.l. in amministrazione straordinaria, con la conseguenza che la relativa iscrizione ipotecaria era inefficace e quindi non opponibile al fallimento, e, pertanto, da revocare ai sensi dell’art. 67, comma 1, n. 3 l. fall.

Infatti, perché si possano applicare le norme speciali in materia fondiaria previste dal Testo Unico bancario agli artt. 38 e ss. è necessario che il contratto di mutuo abbia la causa tipica appartenente a tale categoria di finanziamenti, a nulla rilevando, ai fini dell’ammissione del credito in via privilegiata ipotecaria, che le somme mutuate erano state erogate con il fine di favorire la conservazione e la ripresa dell’attività produttiva dell’impresa.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9482 del 18 aprile 2013, confermando la ricostruzione dei Giudici di merito e non accogliendo le censure della banca, ha dichiarato inammissibile il ricorso condannando l’istituto di credito al pagamento delle spese processuali.

 (Vincenzo Cappelli – v.cappelli@lascalaw.com)

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