Contratti Bancari

Mutuo fondiario: superamento del limite di finanzibilita’ e nullita’ del contratto

Trib. Lodi, 24 aprile 2013 (leggi la sentenza per esteso)

Il Tribunale di Lodi, con sentenza del 24.04.2013, ha avuto modo di affrontare nuovamente la problematica afferente la nullità del mutuo fondiario concesso oltre il limite di finanziabilità previsto dall’art.38, comma 2  del TUB.

Il Giudice Lodigiano, per risolvere la questione sottoposta alla sua attenzione, ripercorre la strada già tracciata anni addietro dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 9219/1995 e dalla giurisprudenza di merito.

Nel caso di specie, nell’ambito di un giudizio di opposizione all’esecuzione, la parte opponente eccepiva la nullità del mutuo fondiario (in forza del quale era minacciata l’esecuzione), stante il superamento del limite di finanziabilità del credito fondiario.

La Banca opposta sosteneva, invece, la validità del contratto, in quanto erogato nel rispetto della proporzione richiesta dalla delibera CICR del 22.04.1995 tra  il valore dell’immobile e l’importo erogato (il mancato rispetto di tale proporzione, secondo la tesi di parte opponente, avrebbe, al più, comportato una violazione amministrativa).

Il Giudice adito, richiamando i ragionamenti già svolti dalla Cassazione – e dopo aver precisato che al fine di stabilire se l’importo erogato superi il limite imposto dalla legge  (80% del valore dell’immobile) si deve tenere in considerazione non il valore commerciale del cespite ma il valore cauzionale – chiarisce che la valutazione del valore dei beni (in conformità all’art. 38, 2 comma, dlgs. 385/1993) non rappresenta un elemento di valutazione interno alla banca, ma un requisito sindacabile dall’autorità giudiziaria.

Detto ciò, accertato che, nel caso di specie, l’importo erogato era certamente superiore al valore del bene, il Magistrato si sofferma ad esaminare la questione della natura della nullità del contratto.

La citata sentenza della Corte di Cassazione, infatti, sul punto prevede che la violazione delle norme in materia di finanziabilità del credito fondiario non possa sottrarsi alla sanzione della nullità del contratto in applicazione  dell’art. 117, comma 8, TUB. Ad avviso della Corte trattasi di nullità parziale (art.1419 c.c.); il mutuo eccedente i limiti di legge è nullo (non potendosi convertire in mutuo ipotecario ordinario) per la parte eccedente il limite imposto dalla legge mentre è astrattamente valido con riferimento a quella parte di mutuo erogato entro i suddetti limiti.

Il Giudice adito ritiene, però, che nel caso sottoposto alla sua attenzione, il contratto debba essere considerato radicalmente nullo in quanto emerge per tabulas che le parti non lo avrebbero concluso senza la parte eccedente il limite di finanziabilità.

Per tale ultimo aspetto, in realtà, la Cassazione rimette al giudice di merito il reale apprezzamento circa la validità ed efficacia della parte rientrante nel limite di legge.

Nel caso di specie, infatti, il Giudice Lodigiano, richiamando l’art. 1419 c.c. (“la nullità parziale di un contratto o la nullità di singole clausole importa la nullità dell’intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che è colpita da nullità”), dopo aver appurato che le parti non avrebbero concluso il contratto senza la parte eccedente il limite, dichiara la nullità totale del mutuo stipulato.

(Laura Martone – l.martone@lascalaw.com)

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