Diritto Processuale Civile

Mutuo fondiario: piena efficacia esecutiva anche nei confronti del terzo datore di ipoteca

Tribunale di Bergamo, ordinanza del 23 ottobre 2015

Il Tribunale di Bergamo con ordinanza del 23 ottobre 2015, ha rigettato di un’istanza di sospensione ex art. 624 c.p.c., a seguito di opposizione ex art. 615, comma II, c.p.c., avverso una procedura esecutiva immobiliare stabilendo che : “ Il contratto di mutuo fondiario munito di formula esecutiva dal notaio costituisce titolo efficace anche nei confronti del terzo datore d’ipoteca e la mera prospettazione di un superamento del tasso soglia non costituisce elemento sufficiente a giustificare la sospensione ex art. 624 c.p.c. della procedura esecutiva immobiliare.” 

Al fine di commentare gli aspetti fondamentali dell’ordinanza in oggetto, si ritiene opportuna una breve esposizione delle vicende processuali relative al ricorso in opposizione all’esecuzione.

L’istituto di credito ha incardinato una procedura esecutiva, previa notifica di un atto di precetto alle parti, agendo in virtù di un contratto di mutuo fondiario; il soggetto terzo datore d’ipoteca, tuttavia, ha proposto opposizione all’esecuzione ex art. 615, comma II, c.p.c.

L’opponente ha sostenuto nel ricorso che il contratto di mutuo non costituisce titolo esecutivo nei suoi confronti, in quanto privo degli elementi necessari  idonei ad identificare l’obbligazione assunta dal debitore originario; inoltre ha eccepito che il mutuo fondiario era viziato da anatocismo e usura.

Ciò premesso, il Giudice ha rigettato la richiesta di sospensione, affermando che l’atto notarile contiene tutti gli elementi essenziali anche nei confronti del terzo datore d’ipoteca; ne consegue che il contratto di mutuo è idoneo ad individuare la somma di denaro dovuta dal debitore originario e quindi anche il quantum dovuto dal terzo datore.

Il giudice dell’esecuzione ha pertanto ribadito quanto già sostenuto dalla Corte di Cassazione Sez. III, con la sentenza del 19 settembre 2014, n. 19738, per cui un atto notarile, contenente  l’indicazione degli elementi strutturali essenziali di un’obbligazione di somma di denaro, indispensabili per la funzione esecutiva, ha valore di titolo esecutivo in quanto dotato di pubblica fede e non in dipendenza dell’efficacia probatoria dell’atto medesimo.

Il giudice dell’esecuzione inoltre ha respinto la motivazione dell’opponente relativa al presunto superamento del tasso soglia.

Il magistrato, infatti, ha sostenuto che non è consentita la determinazione del superamento del tasso soglia attraverso la somma  del T.A.N.  e del tasso di mora, in considerazione della differente natura degli interessi corrispettivi rispetto a quelli moratori.

Il tasso di mora infatti viene imputato al mutuatario per il ritardo e l’inadempimento dell’obbligazione; circostanza totalmente differente rispetto alla funzione di remunerazione propria degli interessi relativi al capitale prestato al mutuatario.

3 dicembre 2015

Davide Vecchioned.vecchione@lascalaw.com

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