Contratti Bancari

Mutuo fondiario ed inadempimento: rilievi della Cassazione in tema di interessi corrispettivi e moratori

Cass., 25 settembre 2013, sez I, n. 21885 (leggi la sentenza per esteso)

Con la sentenza del 25 settembre n. 21885/13 la I Sez. Civ. della Corte di Cassazione ha statuito che, nell’ipotesi di inadempimento delle obbligazioni scaturenti dalla stipulazione di un mutuo fondiario, è prevista la decorrenza automatica degli interessi corrispettivi maturati sulle singole scadenze e l’applicabilità degli interessi moratori sugli importi dovuti a tale titolo, come per il capitale versato.

La questione di cui è stata investita la S.C. trae spunto dalla concessione di un mutuo a tasso agevolato concesso da una Banca ad un soggetto privato, da questi richiesto per poter effettuare delle opere di miglioria agraria.

Il contratto contemplava l’ammortamento del capitale in 15 anni a partire dal quarto anno decorrente dalla stipula del definitivo, il pagamento degli interessi nel lasso di preammortamento quadriennale e la clausola risolutiva espressa, che sarebbe scattata nell’ipotesi di mancato pagamento anche solo di una rata.

La circostanza dell’inadempimento si verificava, la Banca intraprendeva il procedimento espropriativo, ma il debitore proponeva opposizione. Costui, che si dogliava della nullità del precetto a causa dell’applicazione di interessi di mora superiori al tasso soglia ex L. 108/1996 – contenente le disposizioni in materia di usura – vedeva in prima istanza il parziale accoglimento della propria domanda; invero, per quanto la legge citata non potesse spiegare efficacia retroattiva, il giudice di prime cure rilevava che la stessa poteva comunque essere applicata a tutti i rapporti in corso all’epoca della sua entrata in vigore e, di conseguenza, la somma intimata veniva decurtata sia di quella parte di interessi praticati dopo la promulgazione della L. 108, sia del maggiore importo corrispondente al capitale scaduto, ma non ancora erogato dall’istituto di credito.

La Banca, nel frattempo in liquidazione coatta amministrativa, proponeva ricorso straordinario per Cassazione ex art. 111 comma 7 Cost.

La Cassazione, riesaminando la vicenda, è giunta a discorrere di un effettivo errore del Tribunale il quale, elidendo dagli importi di cui al precetto la somma del finanziamento non ancora erogato, aveva confuso il capitale scaduto, ovvero la complessiva sorte da pagare – costituita dall’importo erogato e dal prezzo del mutuo secondo il piano di ammortamento e preammortamento – con il capitale versato, rilevando un obbligo del mutuatario solo relativamente a questo; ha poi ulteriormente specificato che tali somme, che vanno a costituire il capitale scaduto nella sua effettiva entità, devono esservi necessariamente addizionate perché è su questa interezza che devono essere calcolati e corrisposti gli interessi di mora.

Ed ancora. Sempre a proposito degli interessi moratori la S.C ha evidenziato che non solo sono legittimi in quanto previsti dalla regolamentazione sui mutui fondiari, ma ha anche ribadito che i criteri fissati dalla L. 106/96 per la classificazione degli stessi quali usurari o meno, non possono trovare applicazione relativamente agli accordi contrattuali intervenuti prima della sua entrata in vigore.

(Giuliana Bano – g.bano@lascalaw.com)

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