L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Mutamento delle condizioni economiche e assegno di mantenimento

La Cassazione è tornata ad occuparsi dell’annosa e sempre complicata questione della debenza da parte del coniuge economicamente più forte dell’assegno di mantenimento e della sua quantificazione.

Nel caso di specie la prima sezione Civile della Corte, con una recente ordinanza, ha riconosciuto il diritto della moglie a ricevere un sostegno dal marito, quantificato in 200 euro, non ritenendo provata una sopravvenuta situazione di stabilizzazione economico reddituale i22n capo alla donna nonostante le occasioni di lavoro da lei rifiutate in ambito scolastico.

Analizzando la questione ab origine si può notare come in primo grado i Giudici hanno modificato parzialmente il decreto di omologa della separazione consensuale tra i coniugi, revocando il contributo per il mantenimento della moglie, posto a carico del marito, riducendo a 150 euro la somma dovuta dal marito come contributo al canone di locazione dell’immobile in cui la moglie risiede con il figlio e aumentando il contributo al mantenimento di quest’ultimo, determinandolo in 450 euro mensili.
Nonostante la pronuncia favorevole il marito ha ritenuto di dover impugnare tale pronuncia sostenendo che la donna non avesse diritto neppure al contributo per il canone di locazione dell’immobile alla luce delle mutate condizioni economiche della stessa a suo dire migliorate in seguito all’espletamento di un incarico lavorativo nel nord Italia, dove la stessa si era trasferita dall’originaria Sicilia per un periodo di 6 mesi.

Il guadagno derivante da tale impiego, unito ad una presunta nuova convivenza della donna ed al rifiuto, (anch’esso presunto), della stessa di diverse proposte lavorative sarebbero secondo l’uomo la testimonianza evidente del miglioramento della condizione reddituale della donna con conseguente venir meno del suo obbligo contributivo.

I Giudici d’Appello, tuttavia, non hanno ritenuto fondate le motivazioni addotte dal marito considerando dovuto il contributo al pagamento del canone di locazione relativo all’immobile utilizzato dalla donna in quanto la stessa ha effettivamente svolto una nuova attività lavorativa nel nord Italia per un periodo di 6 mesi, ma tale episodico guadagno non ha determinato un sostanziale e significativo miglioramento delle sue condizioni economico reddituali, così come non lo avrebbero potuto determinare analoghe episodiche assunzioni del medesimo tenore delle quali, peraltro, l’appellante non è stato in grado di fornire alcuna prova riguardo al rifiuto delle medesime.

Concludono i giudici che la mancanza di prova certa del rifiuto di occasioni lavorative utili ad un raggiungimento della stabilità economica da parte della donna, unita alla mancata dimostrazione dell’instaurazione di una stabile convivenza con un nuovo compagno non possono che comportare il respingimento delle domande del marito ed il correlato accoglimento della domanda della moglie mirata al riconoscimento di un contributo per sé, in relazione alla rilevante sperequazione economica e reddituale tra i coniugi, quantificato in 200 euro mensili.

La Corte di Cassazione ha confermato in toto la decisione presa dai giudici d’Appello, nonostante il marito abbia precisato di non aver potuto provare il rifiuto di incarichi lavorativi in alcune scuole del Nord Italia da parte della moglie a causa del diniego ricevuto dagli istituti scolastici in nome della tutela della privacy.

Dalla disamina dei tre gradi di giudizio possiamo quindi concludere evidenziando come per i giudici la questione centrale e dirimente in punto di debenza e quantificazione del contributo al mantenimento da parte del coniuge economicamente più forte sia solo ed esclusivamente il raggiungimento in capo al coniuge più debole di una situazione di stabilità economica e reddituale a prescindere da eventuali situazioni contingenti che possano aver impedito allo stesso di centrare tale obiettivo.

Cass., Sez. I, 14v settembre 2020, n. 19020

Simona Longoni – s.longoni@lascalaw.com

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